Lo Spiritualismo Materiale di Koji Ryui Esplorato nella Rubrica di ArtReview Asia
Koji Ryui si concentra sull'onorare i valori tradizionali piuttosto che inseguire le tendenze digitali. Si è trasferito da Kyoto a Sydney nel 1992, immergendosi profondamente nei rituali giapponesi, nelle credenze shintoiste e nell'animismo. Queste influenze sono evidenti nel suo lavoro, dove gli oggetti assumono un'essenza spirituale che va oltre il loro mero aspetto. La sua serie A-Un, creata tra il 2016 e il 2017, presenta coppie di teste in argilla su blocchi trovati, mettendo in evidenza una figura con la bocca aperta (A) e un'altra con la bocca chiusa (Un). Queste sculture sono ispirate all'arte greca antica e a varie narrazioni, fondendo lo spirituale con il fisico. Recentemente, Ryui ha presentato la sua arte alla 21a Biennale di Sydney, curata da Mami Kataoka, ed è rappresentato dalla Sarah Cottier Gallery. Questo riassunto è tratto dall'edizione estiva 2018 di ArtReview Asia, scritta dal curatore Micheal Do.
Fatti principali
- 1. Koji Ryui si è trasferito da Kyoto a Sydney nel 1992
- 2. Il lavoro di Ryui trae ispirazione dai rituali giapponesi, dallo shintoismo e dall'animismo
- 3. La sua serie A-Un è stata creata tra il 2016 e il 2017
- 4. La serie presenta teste in argilla disposte su zeppe trovate
- 5. Le figure fanno riferimento alla scultura greca antica e a volti simili a Quasimodo
- 6. Ryui ha esposto alla 21a Biennale di Sydney curata da Mami Kataoka
- 7. È rappresentato dalla Sarah Cottier Gallery a Sydney
- 8. La rubrica appare nel numero estivo 2018 di ArtReview Asia
Entità
Artisti
- Koji Ryui
- Mami Kataoka
- Micheal Do
Istituzioni
- ArtReview Asia
- 21st Biennale of Sydney
- Sarah Cottier Gallery
- K11 Art Foundation
- Casula Powerhouse Arts Centre
- 4A Centre for Contemporary Asian Art
Luoghi
- Sydney
- Australia
- Kyoto
- Japan