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Lo Spiritualismo Materiale di Koji Ryui Esplorato nella Rubrica di ArtReview Asia

publication · 2026-04-20

Koji Ryui si concentra sull'onorare i valori tradizionali piuttosto che inseguire le tendenze digitali. Si è trasferito da Kyoto a Sydney nel 1992, immergendosi profondamente nei rituali giapponesi, nelle credenze shintoiste e nell'animismo. Queste influenze sono evidenti nel suo lavoro, dove gli oggetti assumono un'essenza spirituale che va oltre il loro mero aspetto. La sua serie A-Un, creata tra il 2016 e il 2017, presenta coppie di teste in argilla su blocchi trovati, mettendo in evidenza una figura con la bocca aperta (A) e un'altra con la bocca chiusa (Un). Queste sculture sono ispirate all'arte greca antica e a varie narrazioni, fondendo lo spirituale con il fisico. Recentemente, Ryui ha presentato la sua arte alla 21a Biennale di Sydney, curata da Mami Kataoka, ed è rappresentato dalla Sarah Cottier Gallery. Questo riassunto è tratto dall'edizione estiva 2018 di ArtReview Asia, scritta dal curatore Micheal Do.

Fatti principali

  • 1. Koji Ryui si è trasferito da Kyoto a Sydney nel 1992
  • 2. Il lavoro di Ryui trae ispirazione dai rituali giapponesi, dallo shintoismo e dall'animismo
  • 3. La sua serie A-Un è stata creata tra il 2016 e il 2017
  • 4. La serie presenta teste in argilla disposte su zeppe trovate
  • 5. Le figure fanno riferimento alla scultura greca antica e a volti simili a Quasimodo
  • 6. Ryui ha esposto alla 21a Biennale di Sydney curata da Mami Kataoka
  • 7. È rappresentato dalla Sarah Cottier Gallery a Sydney
  • 8. La rubrica appare nel numero estivo 2018 di ArtReview Asia

Entità

Artisti

  • Koji Ryui
  • Mami Kataoka
  • Micheal Do

Istituzioni

  • ArtReview Asia
  • 21st Biennale of Sydney
  • Sarah Cottier Gallery
  • K11 Art Foundation
  • Casula Powerhouse Arts Centre
  • 4A Centre for Contemporary Asian Art

Luoghi

  • Sydney
  • Australia
  • Kyoto
  • Japan

Fonti