I film enigmatici e le incisioni di Klaus Lutz esplorano il linguaggio universale e l'abnegazione di sé
Klaus Lutz, artista svizzero (1940–2009), iniziò a realizzare animazioni in stop-motion fai-da-te nella cucina del suo appartamento nell'East Village dopo essersi trasferito a New York nel 1993. Il suo stile distintivo, caratterizzato da movimenti bruschi e tonalità grigie smorzate, trae ispirazione da Georges Méliès. Film notevoli come Vulcan (2004) e Titan (2008) incorporano immagini che alludono alle Linee di Nazca e a Dust Breeding (1920) di Man Ray. Lutz ha amplificato la natura bizzarra del suo lavoro proiettando due opere su grandi palloni. Prima del suo periodo a New York, realizzò incisioni ispirate alla Kabbalah e agli scritti di Robert Walser. Il suo documentario del 1999, The Beauty of My Island – Shooting Klaus Lutz, riflette la sua accettazione dell'assurdo e della negazione di sé. Questo articolo è stato originariamente pubblicato su ArtReview, gennaio e febbraio 2015.
Fatti principali
- Klaus Lutz era un artista e cineasta svizzero (1940–2009)
- Si trasferì dall'Europa a New York nel 1993
- Lutz creò animazioni in stop-motion fai-da-te nella cucina del suo appartamento nell'East Village
- I suoi film includono Vulcan (2004) e Titan (2008)
- Proiettò le opere su grandi palloni, un metodo che utilizzò personalmente
- Lutz realizzò incisioni basate sulla Kabbalah e sulle storie di Robert Walser prima di trasferirsi a New York
- Credeva che un linguaggio dei segni universale avrebbe sostituito il parlato e creato una società più giusta
- Un documentario del 1999 di Frank Matter ritrae Lutz che indossa mutande con il personaggio di Titti
Entità
Artisti
- Klaus Lutz
- Georges Méliès
- Man Ray
- Robert Walser
- Frank Matter
Istituzioni
- ArtReview
Luoghi
- Switzerland
- Europe
- New York
- East Village
- Arabia