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Kite fonde la conoscenza Lakȟóta con l'IA al MIT List Center

exhibition · 2026-04-24

L'artista Lakȟóta Kite (Suzanne Kite) presenta la sua mostra personale 'List Projects 31: Kite' al MIT List Visual Art Center, in programma fino al 18 maggio 2025. La mostra è incentrata sull'installazione 'Wičháȟpi Wóihanbleya (Dreamlike Star)' (2024), che utilizza l'IA per tradurre i sogni dell'artista in composizioni di pietre e partiture musicali. Kite, che dirige il laboratorio Indigenous AI al Bard College, impiega trecce di capelli con sensori e l'interfaccia di machine learning Wekinator per creare paesaggi sonori interattivi. Il suo lavoro sfida le epistemologie coloniali posizionando la conoscenza indigena come metodologia di ricerca valida, attingendo alla cosmologia Lakȗota dove le pietre sono esseri animati. I collaboratori includono musicisti, ricercatori e anziani Lakȗota come suo nonno Maȟpíya Nážin. La pratica di Kite rifiuta l''Hungry Listening', termine dello studioso Dylan Robinson, e dà priorità alla leggibilità per le comunità indigene. La mostra presenta opere come 'Hél čhankú kin ȟpáye (There lies the road)' (2021) e 'Ínyan Iyé (Telling Rock)' (2019), che materializzano l'IA come un condotto piuttosto che un collaboratore. Il suo articolo di ricerca 'How to Build Anything Ethically' (2019) delinea il suo impegno verso i protocolli indigeni. La mostra è stata precedentemente presentata all'HKW di Berlino (2024).

Fatti principali

  • La mostra 'List Projects 31: Kite' è in corso fino al 18 maggio 2025 al MIT List Visual Art Center
  • Kite è a capo del laboratorio Indigenous AI al Bard College
  • Utilizza l'interfaccia di machine learning Wekinator con trecce di capelli dotate di sensori
  • L'installazione 'Wičháȟpi Wóihanbleya (Dreamlike Star)' (2024) traduce i sogni in composizioni di pietre e partiture
  • Il lavoro attinge alla cosmologia Lakȗota dove le pietre sono esseri animati
  • I collaboratori includono musicisti, ricercatori e anziani Lakȗota
  • Il nonno di Kite, Maȟpíya Nážin, appare in voiceover per 'Pȟehínkin líla akhíšoke (Her hair was heavy.)' (2019)
  • La performance è stata anche presentata all'HKW di Berlino nel 2024
  • L'articolo di ricerca di Kite 'How to Build Anything Ethically' (2019) delinea i protocolli di ricerca indigeni
  • Viene fatto riferimento al termine 'Hungry Listening' dello studioso Dylan Robinson

Entità

Artisti

  • Kite
  • Suzanne Kite
  • Maȟpíya Nážin
  • Dylan Robinson

Istituzioni

  • MIT List Visual Art Center
  • Bard College
  • HKW Berlin
  • Smithsonian American Art Museum
  • ArtReview

Luoghi

  • Cambridge
  • Massachusetts
  • United States
  • Berlin
  • Germany
  • Upstate New York
  • Washington, DC

Fonti