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Shirin di Kiarostami: Il cinema come ritratto e velo

opinion-review · 2026-04-23

In una pubblicazione del 2010 per art press, Ange-Henri Pieraggi analizza il film Shirin (2008) di Abbas Kiarostami, distribuito da MK2 Diffusion. Il film intreccia la leggenda persiana di Shirin e Khosrow con primi piani intimi delle espressioni femminili mentre reagiscono alla narrazione. Pieraggi sostiene che queste immagini servono sia a individualizzare che a socializzare, riflettendo aspetti della cultura islamica. Evidenzia il dialogo tra cinema e pittura, sottolineando gli spazi contrastanti di ciascun medium. Inoltre, discute come la qualità indicale del cinema sollevi interrogativi sull'immagine acheropita. Kiarostami sfida le norme di genere islamiche raffigurando uomini e donne insieme, con il movimento trasmesso esclusivamente attraverso luce e ombra, un tema presente nei suoi lavori precedenti.

Fatti principali

  • Articolo di Ange-Henri Pieraggi su art press n°365 (marzo 2010)
  • Analizza il film Shirin (2008) di Abbas Kiarostami
  • Film distribuito da MK2 Diffusion
  • Shirin presenta un doppio sistema: la narrazione sonora della leggenda di Shirin e Khosrow e primi piani di volti femminili
  • Pieraggi sostiene che i primi piani funzionano come ritratti, non come primi piani deleuziani
  • Il film stabilisce una relazione dialogica tra cinema e pittura
  • Tutte le donne nel cinema iraniano sono velate, inclusa Juliette Binoche
  • Kiarostami sovverte la segregazione di genere islamica mostrando uomini e donne insieme sullo sfondo
  • L'unico movimento nel film sono le ombre in movimento dietro i volti
  • Pieraggi confronta con i film precedenti di Kiarostami, Pane e vicolo (1970) e Close-Up (1990)

Entità

Artisti

  • Abbas Kiarostami
  • Ange-Henri Pieraggi
  • Juliette Binoche
  • Gilles Deleuze
  • Tzvetan Todorov
  • Marie José Mondzain
  • C.S. Peirce
  • Plato

Istituzioni

  • art press
  • MK2 Diffusion
  • Minuit
  • Seuil

Luoghi

  • Iran

Fonti