Shirin di Kiarostami: Il cinema come ritratto e velo
In una pubblicazione del 2010 per art press, Ange-Henri Pieraggi analizza il film Shirin (2008) di Abbas Kiarostami, distribuito da MK2 Diffusion. Il film intreccia la leggenda persiana di Shirin e Khosrow con primi piani intimi delle espressioni femminili mentre reagiscono alla narrazione. Pieraggi sostiene che queste immagini servono sia a individualizzare che a socializzare, riflettendo aspetti della cultura islamica. Evidenzia il dialogo tra cinema e pittura, sottolineando gli spazi contrastanti di ciascun medium. Inoltre, discute come la qualità indicale del cinema sollevi interrogativi sull'immagine acheropita. Kiarostami sfida le norme di genere islamiche raffigurando uomini e donne insieme, con il movimento trasmesso esclusivamente attraverso luce e ombra, un tema presente nei suoi lavori precedenti.
Fatti principali
- Articolo di Ange-Henri Pieraggi su art press n°365 (marzo 2010)
- Analizza il film Shirin (2008) di Abbas Kiarostami
- Film distribuito da MK2 Diffusion
- Shirin presenta un doppio sistema: la narrazione sonora della leggenda di Shirin e Khosrow e primi piani di volti femminili
- Pieraggi sostiene che i primi piani funzionano come ritratti, non come primi piani deleuziani
- Il film stabilisce una relazione dialogica tra cinema e pittura
- Tutte le donne nel cinema iraniano sono velate, inclusa Juliette Binoche
- Kiarostami sovverte la segregazione di genere islamica mostrando uomini e donne insieme sullo sfondo
- L'unico movimento nel film sono le ombre in movimento dietro i volti
- Pieraggi confronta con i film precedenti di Kiarostami, Pane e vicolo (1970) e Close-Up (1990)
Entità
Artisti
- Abbas Kiarostami
- Ange-Henri Pieraggi
- Juliette Binoche
- Gilles Deleuze
- Tzvetan Todorov
- Marie José Mondzain
- C.S. Peirce
- Plato
Istituzioni
- art press
- MK2 Diffusion
- Minuit
- Seuil
Luoghi
- Iran
Fonti
- artpress —