Julien Bonhomme esamina le psicosi del furto di genitali nell'Africa subsahariana
L'antropologo Julien Bonhomme nel suo libro "Les voleurs de sexe" (Seuil, Bibliothèque du 21e siècle) indaga un fenomeno inquietante: dagli anni '70, centinaia di persone in una ventina di paesi dell'Africa subsahariana hanno riferito di aver subito il furto o il rimpicciolimento dei genitali da parte di sconosciuti attraverso una stretta di mano. Sebbene non avvenga alcun furto fisico – le vittime conservano i loro organi – la credenza scatena linciaggi di massa contro presunti "stregoni", causando numerose morti confermate dai media. Bonhomme, libero da pregiudizi paternalistici, esplora molteplici fattori non esclusivi: familiari, emotivi, culturali, sociali, politici, religiosi ed etnici (xenofobia). Sottolinea anche il ruolo dei telefoni cellulari nella diffusione delle voci, definendo esplosiva la miscela di misticismo e tecnologia. Il libro offre una comprensione sfumata di come le crisi nelle società africane alimentino tali deliri collettivi.
Fatti principali
- Libro pubblicato da Seuil nella collana Bibliothèque du 21e siècle
- Fenomeno documentato dagli anni '70
- Si verifica in circa venti paesi dell'Africa subsahariana
- Le vittime riferiscono furto o rimpicciolimento dei genitali tramite stretta di mano
- Non si verifica alcuna perdita fisica effettiva
- Gli accusati vengono spesso linciati dalla folla
- Bonhomme identifica molteplici fattori causali tra cui famiglia, cultura, politica e xenofobia
- I telefoni cellulari sono citati come strumento chiave per la diffusione delle voci
Entità
Artisti
- Julien Bonhomme
- Jacques Henric
Istituzioni
- Seuil
Luoghi
- Sub-Saharan Africa
Fonti
- artpress —