Il film di Júlia de Paz 'La buena hija' esplora la violenza vicaria attraverso la prospettiva adolescenziale
La regista Júlia de Paz ha presentato il suo secondo lungometraggio 'La buena hija', che esamina la violenza vicaria da un punto di vista non convenzionale. La regista, nota per aver co-creato la serie 'Querer', ha trascorso oltre cinque anni a fare ricerche e intervistare aggressori per sviluppare il progetto. Il suo film si concentra su una figlia che entra nell'adolescenza e ammira il suo padre progressista, artista contemporaneo, mentre cerca di affrontare eventi incomprensibili. De Paz sostiene che assumere un archetipo stereotipato dell'aggressore minimizzi la realtà della violenza di genere. Nel primo trimestre del 2026, 14 donne sono state uccise dai loro partner in Spagna, statistiche che la regista descrive come solo 'la punta dell'iceberg'. Il film è attualmente in programmazione nelle sale cinematografiche, offrendo una prospettiva raramente rappresentata su questa questione sociale. Il lavoro di De Paz emerge parallelamente alle discussioni sulla rinascita dello stilista Miguel Adrover dopo il suo rifiuto di vestire Rosalía a causa della condanna del genocidio di Gaza.
Fatti principali
- Júlia de Paz ha diretto il suo secondo film 'La buena hija'
- Il film esplora la violenza vicaria dalla prospettiva di una figlia
- De Paz ha fatto ricerche per oltre cinque anni e ha intervistato aggressori
- La protagonista è una figlia adolescente di un artista contemporaneo
- 14 donne sono state uccise dai partner in Spagna all'inizio del 2026
- De Paz sostiene contro gli archetipi stereotipati dell'aggressore
- Il film è attualmente in programmazione nelle sale cinematografiche
- De Paz ha co-creato la serie 'Querer'
Entità
Artisti
- Júlia de Paz
- Miguel Adrover
- Rosalía
Luoghi
- Spain
- Gaza