'Le champ' di Judith Elbaz fonde storia dell'arte e vertigine personale
In 'Le champ', Judith Elbaz intreccia arte parietale, affreschi di Pompei, carta da parati di una camera d'albergo a Trouville, la visita a un'installazione contemporanea, sogni, l'anima antica di suo fratello, l'aria greca di Hélène Cixous e la cultura affidabile di Pascal Quignard. Il romanzo rifiuta metodi o protocolli fissi, preferendo innestare, disarticolare e rattoppare con ago e filo. Il suo campo non è mai definitivo ma fluttuante, oscillante tra l'ingrandire o colmare vuoti e lo scavare o aumentare solidi. La ricorrente vertigine – causata da cristalli che viaggiano nell'orecchio interno, dal desiderio di fotografare un'amica e dall'interdipendenza di amicizia e amore, e da una scrittura che mescola continuità e rottura – guida la narrazione. Didier Arnaudet ha recensito l'opera per artpress.
Fatti principali
- Judith Elbaz è autrice di 'Le champ'.
- Il romanzo fa riferimento ad arte parietale, affreschi di Pompei, carta da parati di un hotel a Trouville, installazioni contemporanee, sogni, Hélène Cixous e Pascal Quignard.
- Il metodo di Elbaz prevede innesto, disarticolazione e rattoppo senza protocolli fissi.
- Il campo del romanzo è descritto come fluttuante e provvisorio.
- La vertigine è un tema ricorrente, legato a cristalli nell'orecchio interno, al fotografare un'amica e alla scrittura.
- Didier Arnaudet ha scritto la recensione per artpress.
- La recensione è stata pubblicata su artpress.com il 23 marzo 2011.
Entità
Artisti
- Judith Elbaz
- Hélène Cixous
- Pascal Quignard
- Didier Arnaudet
Istituzioni
- artpress
Luoghi
- Trouville
- Pompeii
Fonti
- artpress —