Riedizione de 'Le Sette Lampade dell'Architettura' di John Ruskin da parte di Klincksieck
Éditions Klincksieck ha riedito il trattato del 1849 di John Ruskin 'Le Sette Lampade dell'Architettura', un'opera classica che articola una visione romantica e conservatrice dell'arte, ostile all'innovazione e alla modernità. Ruskin, fervente cristiano e studioso di architettura medievale, scrisse il libro a trent'anni dopo aver studiato a Oxford e viaggiato attraverso Francia e Italia, finanziato dalla fortuna del padre nel commercio di sherry. Il titolo si riferisce alla menorah a sette bracci dell'Antico Testamento. La traduzione di George Elwall, professore di inglese a Parigi e traduttore di Shakespeare, risale al 1900, anno della morte di Ruskin, poiché egli aveva proibito traduzioni durante la sua vita. Le sette 'lampade' sono Sacrificio, Verità, Potenza, Bellezza, Vita, Memoria e Obbedienza. Ruskin sostiene l'artigianato tradizionale e si oppone all'industrializzazione, all'individualismo e al materialismo. La sua posizione anti-restauro—sostenendo che il restauro è distruzione—è contrapposta all'approccio di Eugène Viollet-le-Duc. Ruskin influenzò gli artisti preraffaelliti William Morris e Edward Burne-Jones, oltre a Marcel Proust. La riedizione invita a riconsiderare le sue idee in mezzo alle crisi sociali post-industriali.
Fatti principali
- John Ruskin pubblicò 'Le Sette Lampade dell'Architettura' nel 1849.
- Il titolo del libro è ispirato alla menorah dell'Antico Testamento.
- Ruskin era uno studioso di architettura medievale e filosofo dell'arte cristiano.
- Era ostile all'innovazione, alla modernità, all'industria e alle macchine.
- La traduzione di George Elwall fu realizzata nel 1900.
- Ruskin proibì traduzioni delle sue opere durante la sua vita.
- Le sette lampade sono Sacrificio, Verità, Potenza, Bellezza, Vita, Memoria e Obbedienza.
- Ruskin si oppose al restauro, definendolo 'la più totale distruzione che un edificio possa subire'.
- Eugène Viollet-le-Duc sosteneva il restauro degli edifici a uno stato completo che potrebbe non essere mai esistito.
- Ruskin influenzò William Morris, Edward Burne-Jones e Marcel Proust.
- Éditions Klincksieck ha riedito il libro nel 2009.
Entità
Artisti
- John Ruskin
- William Morris
- Edward Burne-Jones
- Marcel Proust
- Eugène Viollet-le-Duc
- George Elwall
Istituzioni
- Éditions Klincksieck
- University of Oxford
Luoghi
- Paris
- France
- Italy
- London
Fonti
- artpress —