Joëlle Zask sostiene che le pratiche artistiche incarnano la cittadinanza democratica
Nel suo libro "Art et démocratie", la filosofa Joëlle Zask sostiene che le attività artistiche rappresentano il comportamento democratico più efficacemente di qualsiasi altro ambito. Afferma che gli artisti esemplificano la cittadinanza ideale interagendo con una varietà di prospettive attraverso le loro opere. Zask confuta l'idea che la democrazia porti all'uniformità, inquadrandola invece come un regno dell'individualità con il motto "Che ciascuno conti per uno". Distingue tra cittadinanza repubblicana, radicata in relazioni consensuali, e cittadinanza democratica partecipativa. Zask contrappone le istituzioni educative repubblicane a quelle democratiche, sostenendo che le scuole d'arte riflettono il modello democratico. Conversazioni con artisti come Séchas e Sylvie Fanchon illustrano come le pratiche artistiche incarnino i principi democratici. Il libro, pubblicato da Presses universitaires de France, ha ricevuto una recensione da Catherine Francblin.
Fatti principali
- Titolo del libro: 'Art et démocratie' di Joëlle Zask
- Pubblicato da Presses universitaires de France
- Sostiene che gli artisti sono cittadini esemplari
- Distingue tra cittadinanza repubblicana e democratica
- Afferma che l'educazione artistica è l'unica scuola veramente democratica
- Basato su conversazioni con artisti, galleristi, collezionisti
- Recensito da Catherine Francblin
- Data di pubblicazione: settembre 2003
Entità
Artisti
- Séchas
- Sylvie Fanchon
Istituzioni
- Presses universitaires de France
- artpress
Fonti
- artpress —