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‘The Fury Archives’ di Jill Richards traccia la resistenza femminile attraverso i movimenti modernisti

publication · 2026-04-24

Lo studio del 2020 di Jill Richards, ‘The Fury Archives: Female Citizenship, Human Rights, and the International Avant-Gardes’, esamina la resistenza femminile attraverso archivi non convenzionali, tra cui letteratura di formazione, opuscoli sul controllo delle nascite, piccole riviste e registri di arresti. Il libro evita di concentrarsi su richieste specifiche, esplorando invece gli atti di resistenza come pratica quotidiana. La prima parte analizza le sopravvivenze delle donne incendiaria attraverso l’opera teatrale del 1992 di Ina Césaire, ‘Fire’s Daughters’, che recita i nomi delle partecipanti all’Insurrezione Meridionale della Martinica. La seconda parte ripercorre la storia dei diritti riproduttivi attraverso pubblicazioni come ‘The Women Rebel’ (1914) e ‘The Birth Control Review’ (1917-40), collegando il dadaismo al femminismo queer tramite Hannah Höch e Mathilda Brugman. La terza parte esamina la forma femminile surrealista e la resistenza queer attraverso il ritratto del 1922 di Man Ray della Marchesa Casati, Claude Cahun e Marcel Moore, e analizza le riunioni di comitato come fondamentali per i diritti umani attraverso la rivista di Paulette Nardal ‘Woman in the City’ (1945-51). Richards nota che il libro è stato motivato dalla politica attuale, osservando che strategie come l’occupazione pubblica e la denuncia dei nomi rimangono contemporanee. Pubblicato da Columbia University Press.

Fatti principali

  • Jill Richards ha scritto ‘The Fury Archives: Female Citizenship, Human Rights, and the International Avant-Gardes’ nel 2020.
  • Il libro utilizza archivi come letteratura di formazione, opuscoli sul controllo delle nascite, piccole riviste e registri di arresti.
  • La prima parte esamina l’opera teatrale del 1992 di Ina Césaire, ‘Fire’s Daughters’, che elenca i nomi delle donne nell’Insurrezione Meridionale della Martinica.
  • La seconda parte copre i diritti riproduttivi attraverso ‘The Women Rebel’ (1914) e ‘The Birth Control Review’ (1917-40).
  • Hannah Höch e Mathilda Brugman sono utilizzate per collegare il dadaismo e il femminismo queer degli anni ’20.
  • La terza parte analizza il ritratto del 1922 di Man Ray della Marchesa Casati, Claude Cahun e Marcel Moore per il surrealismo e la resistenza queer.
  • La rivista di Paulette Nardal ‘Woman in the City’ (1945-51) è esaminata per lo sviluppo istituzionale dei diritti umani.
  • Richards afferma che il libro è stato motivato dalla politica attuale, notando che strategie come l’occupazione pubblica e la denuncia dei nomi rimangono rilevanti.

Entità

Artisti

  • Jill Richards
  • Ina Césaire
  • Rosanie Soleil
  • Hannah Höch
  • Mathilda (Til) Brugman
  • Man Ray
  • Marquise Casati
  • Claude Cahun
  • Marcel Moore
  • Paulette Nardal
  • Léonce Dupont
  • Josephine Marchais

Istituzioni

  • Columbia University Press

Luoghi

  • Paris
  • France
  • Martinique
  • Atlantic

Fonti