Still Life di Jia Zhang-ke cattura la rapida trasformazione della Cina
Nel suo film del 2006 Still Life, il regista cinese Jia Zhang-ke documenta la scomparsa di intere città lungo le Tre Gole a causa della costruzione di una diga che sommerge persino siti archeologici. Il film giustappone città ipermoderne a rovine gradualmente cancellate dall'acqua. L'approccio di Jia, come notato da Serge Daney a metà degli anni '80, evita di lamentare un mondo perduto; invece, si sforza di ripristinare il legame tra gli esseri umani e il loro ambiente. Le collisioni temporali del film – tra la realtà contemporanea e paesaggi che svaniscono – sono sottolineate dalla musica popolare che modella le relazioni tra i personaggi. L'analisi di Dork Zabunyan su artpress evidenzia come l'osservazione paziente di Jia di queste mutazioni dia vita a un'esperienza cinematografica inquietante.
Fatti principali
- Jia Zhang-ke ha diretto Still Life nel 2006.
- Il film si concentra sul progetto della diga delle Tre Gole in Cina.
- Intere città e siti archeologici sono stati sommersi dalla diga.
- Viene citata l'osservazione di Serge Daney a metà degli anni '80 secondo cui il mondo stava diventando un brutto film.
- Jia Zhang-ke sceglie di credere nel mondo nonostante le sue trasformazioni.
- Il film mostra un conflitto tra città ipermoderne e rovine.
- La musica popolare gioca un ruolo decisivo nelle relazioni tra i personaggi.
- Dork Zabunyan ha scritto l'analisi per artpress.
Entità
Artisti
- Jia Zhang-ke
- Serge Daney
- Dork Zabunyan
Istituzioni
- artpress
Luoghi
- China
- Three Gorges
Fonti
- artpress —