Il Jewish Museum presenta una retrospettiva di Adolph Gottlieb, evidenziando i pittogrammi come capolavori del XX secolo
Una mostra retrospettiva delle opere di Adolph Gottlieb al Jewish Museum rivela l'autoidentificazione dell'artista come pittore concettuale, sfidando le distinzioni convenzionali tra pittura e arte concettuale. L'esposizione abbraccia l'intera carriera dell'artista, iniziando con le prime opere influenzate da Milton Avery e Giorgio de Chirico. Prosegue attraverso il suo periodo più significativo - i pittogrammi degli anni Quaranta - che il recensore considera tra i più raffinati dipinti americani del ventesimo secolo. La mostra include anche opere di transizione dei primi anni Cinquanta e si conclude con le tele minimaliste e di grande formato realizzate tra la fine degli anni Sessanta e i primi anni Settanta. Sebbene l'esposizione presenti questo ampio arco cronologico, il focus critico si concentra sui pittogrammi, sostenendone l'eccezionale qualità e importanza all'interno dell'opera di Gottlieb e della storia dell'arte americana.
Fatti principali
- Adolph Gottlieb si considerava un artista concettuale
- La mostra è una retrospettiva della carriera di Gottlieb al Jewish Museum
- I primi dipinti mostrano l'influenza di Milton Avery e Giorgio de Chirico
- I pittogrammi degli anni Quaranta rappresentano la fase più interessante di Gottlieb
- Sono incluse opere di transizione dei primi anni Cinquanta
- Le opere tarde presentano tele minimaliste e di grande formato della fine degli anni Sessanta e primi anni Settanta
- Il recensore concentra l'analisi sui pittogrammi
- I pittogrammi sono descritti come tra i migliori dipinti americani del XX secolo
Entità
Artisti
- Adolph Gottlieb
- Milton Avery
- Giorgio de Chirico
Istituzioni
- Jewish Museum
- artcritical