'Où j'ai laissé mon âme' di Jérôme Ferrari affronta la tortura francese in Algeria
Il quarto romanzo di Jérôme Ferrari, 'Où j'ai laissé mon âme' (Actes Sud, 2010), approfondisce le pratiche di tortura dell'esercito francese durante la guerra d'Algeria, un argomento a lungo avvolto nel silenzio. La narrazione si svolge in tre giorni del marzo 1957, concentrandosi su due ufficiali, il tenente Horace Andreani e il capitano André Degorce, che in precedenza avevano vissuto insieme gli orrori di Dien Bien Phu. Ora sono diventati carnefici. Degorce, sopravvissuto ai campi nazisti e del Viet Minh e credente devoto, lotta contro l'abiezione e l'indignità inflitte ai prigionieri, mentre Andreani giustifica le atrocità come necessarie per la vittoria, spinto dalla 'lealtà'. Il romanzo è incorniciato dal monologo di Andreani rivolto a Degorce, che rivela il suo amore tormentato per lui e l'impossibilità di dimenticare l'irreparabile. Ferrari si astiene dal giudizio morale, lasciando il lettore turbato. Il libro segue opere recenti di scrittori come Mauvignier ('Des hommes') che rompono il silenzio su questo capitolo oscuro.
Fatti principali
- Il quarto romanzo di Jérôme Ferrari 'Où j'ai laissé mon âme' è stato pubblicato da Actes Sud nel 2010.
- Il romanzo affronta la tortura dell'esercito francese durante la guerra d'Algeria.
- Si concentra su due ufficiali: il tenente Horace Andreani e il capitano André Degorce.
- La storia si svolge in tre giorni del marzo 1957.
- Entrambi gli ufficiali hanno vissuto insieme l'orrore a Dien Bien Phu.
- Degorce è sopravvissuto ai campi nazisti e del Viet Minh ed è un credente.
- Andreani giustifica le atrocità come necessarie per la vittoria.
- Il romanzo è incorniciato dal monologo di Andreani a Degorce.
Entità
Artisti
- Jérôme Ferrari
- Horace Andreani
- André Degorce
- Mauvignier
- Guyotat
Istituzioni
- Actes Sud
Luoghi
- Algeria
- Dien Bien Phu
Fonti
- artpress —