Le indagini poetiche di Jean-Sylvain Bieth sulle atrocità storiche
Il lavoro di Jean-Sylvain Bieth esplora la memoria della storia recente e passata, concentrandosi sui suoi aspetti negativi, i resti, l'ignominia e la colpa condivisa. Le sue strane finzioni fungono da indagini poetiche su specifiche configurazioni storiche come l'Inquisizione, il nazismo e la colonizzazione. Mentre Bieth evoca un'umanità capace di ogni abiezione, le specie animali apparse recentemente nella sua opera sembrano, al contrario, familiari. In una serie di tre dittici raffiguranti suidi congolesi, i ritratti animali sono accompagnati da oggetti banali che ricordano le pratiche sociali dei cacciatori.
Fatti principali
- Jean-Sylvain Bieth tenta di esporre la memoria della storia recente o passata.
- Il suo lavoro si concentra sulla dimensione del negativo, del resto, dell'ignominia e della colpa condivisa nella storia.
- Le strane finzioni di Bieth sono indagini poetiche attraverso particolari configurazioni storiche come l'Inquisizione, il nazismo o la colonizzazione.
- L'artista evoca una specie umana capace di ogni abiezione.
- Le specie animali apparse recentemente nella sua opera sembrano familiari.
- Una serie di tre dittici rappresenta suidi congolesi.
- I ritratti animali sono accompagnati da oggetti banali che ricordano le pratiche sociali dei cacciatori.
- L'articolo è stato pubblicato su artpress nel dicembre 1993.
Entità
Artisti
- Jean-Sylvain Bieth
Istituzioni
- artpress
Fonti
- artpress —