Jean-Louis Schefer: Chardin e Polyxène. L'intima confrontazione di uno scrittore singolare con le immagini
Jean-Louis Schefer, uno scrittore che sfugge a facili categorizzazioni – romanziere, poeta, saggista, filosofo, diarista – ha pubblicato due opere recenti, *Chardin* e *Polyxène*, in cui esplora la propria vita attraverso un intimo confronto con i dipinti. Schefer, noto per la sua deliberata distanza dal genere romanzesco, descrive il suo attaccamento alle figure di Chardin come un 'desiderio romanzesco'. Piuttosto che una confessione diretta, usa le immagini per sondare misteri personali, mantenendo un principio di delicatezza. Le opere presentano Chardin, un Bellini, tre giovani ragazze (una Polissena troiana sacrificata sulla tomba di Achille, una Vergine renana e una donna giapponese del film *L'impero dei sensi*), che guidano la sua scrittura. Temi ricorrenti nell'opera di Schefer – un crimine oscuro e la ricerca di un'origine – appaiono senza pathos e con il suo umorismo singolare, radicati in un evento traumatico dell'infanzia che ha plasmato la sua indagine duratura sul desiderio.
Fatti principali
- Jean-Louis Schefer è uno scrittore che opera tra romanzo, poesia, saggio, filosofia e diario.
- Ha una predilezione per il romanzo ma mantiene deliberatamente una distanza dal genere.
- Le sue pubblicazioni recenti sono *Chardin* e *Polyxène*.
- Descrive il suo attaccamento alle figure di Chardin come un 'desiderio romanzesco'.
- Le opere presentano Chardin, un Bellini e tre giovani ragazze: Polissena, una Vergine renana e una donna giapponese da *L'impero dei sensi*.
- Temi ricorrenti nell'opera di Schefer includono un crimine oscuro e la ricerca di un'origine.
- Un evento traumatico dell'infanzia è all'origine del suo unico possibile romanzo della sua vita.
- L'articolo è scritto da Jacques Henric e pubblicato su artpress.
Entità
Artisti
- Jean-Louis Schefer
- Jacques Henric
Istituzioni
- artpress
Fonti
- artpress —