Il 'Corpo e cornice' di Jean-Louis Comolli sfida il sovraccarico visivo
La raccolta di saggi di Jean-Louis Comolli, 'Corps et cadre. Cinéma, éthique, politique', pubblicata da Verdier, sostiene che il cinema è una questione di desiderio per l'invisibile e le ombre, opponendosi a una luce abbagliante contemporanea di sovraesposizione. Scritti tra il 2004 e il 2010, i saggi presentano un pensiero politico sul cinema, invocando la libertà dello spazio fuori campo. Comolli milita contro l'asservimento da parte dell'informazione e dello spettacolo, che chiama 'ideologia del Visibile', e contro la trasparenza causata dalla proliferazione degli schermi. Afferma che l'artificio dell'inquadratura cinematografica impedisce l'illusione di continuità tra esperienza vissuta e immagini viste. L'autore sottolinea che viviamo solo di sfumature tra le forme e che il potere critico del cinema è necessario contro l'uniformità naturalistica delle immagini e della realtà. Collega la mancanza di discernimento a un eccesso di archivi audiovisivi repressi in un 'non-sguardo' e 'non-ascolto', e a una patrimonializzazione ansiosa che fabbrica il passato. Per Comolli, il cinema non è una registrazione servile ma un'alterazione del mondo attraverso la fusione di uno sguardo desiderante e una macchina. Il libro esamina il lavoro documentaristico di Raymond Depardon, Frederick Wiseman, Wang Bing e Pedro Costa, riflettendo una società ricca e malata di immagini. La prefazione è di Dominique Païni.
Fatti principali
- Titolo del libro: 'Corps et cadre. Cinéma, éthique, politique'
- Autore: Jean-Louis Comolli
- Editore: Verdier
- Saggi scritti tra il 2004 e il 2010
- Comolli critica l''ideologia del Visibile'
- Il cinema è inquadrato come un'alterazione del mondo
- Cineasti documentaristi discussi: Raymond Depardon, Frederick Wiseman, Wang Bing, Pedro Costa
- Prefazione di Dominique Païni
Entità
Artisti
- Jean-Louis Comolli
- Raymond Depardon
- Frederick Wiseman
- Wang Bing
- Pedro Costa
- Dominique Païni
Istituzioni
- Verdier
Fonti
- artpress —