Il '¡No hay derecho!' di Javier Echeverría critica il dominio tecnofeudale
Il filosofo Javier Echeverría nel suo nuovo libro '¡No hay derecho! Contra las nubes y la tecnodominación feudal' (pubblicato da Ediciones asimétricas) sostiene che le nuvole digitali e le reti hanno creato un nuovo potere tecnofeudale che supera la maggior parte degli stati-nazione. Echeverría afferma che dal Vertice mondiale delle Nazioni Unite sulla società dell'informazione (2003-2005), che ha lasciato il cyberspazio all'iniziativa privata, lo spazio tecnosociale è diventato massiccio ma non democratico. Critica i 'Signori delle Reti e delle Nuvole' per aver imposto regole leonine agli utenti, con solo Cina e Stati Uniti che intervengono attivamente. Il libro analizza la dimensione socio-giuridica di questo potere ed elenca imperativi come 'connettiti!', 'digitalizza!', 'accetta!', 'aggiorna!', 'sii trasparente!', 'goditi!', e soprattutto 'obbedisci!'. Echeverría propone l'appropriazione personale e comunitaria dei dati elettronici e delle tecnologie di comunicazione (TeDIC) per creare piccole 'tecnorepubbliche' autonome, egualitarie, libere e solidali. L'autore, nato a Pamplona nel 1948, è un rinomato saggista e filosofo della scienza e della tecnologia, con opere precedenti tra cui 'Telépolis' (1994), 'Los Señores del Aire' (1999, Premio Nazionale di Saggistica) e 'Tecnopersonas' (2020, 2023). È accademico a pieno titolo di Jakiunde (Accademia Basca delle Scienze, delle Arti e delle Lettere) e dell'Accademia Internazionale di Filosofia della Scienza, e ha curato manoscritti inediti di Leibniz e Ortega y Gasset.
Fatti principali
- Il nuovo libro di Javier Echeverría '¡No hay derecho! Contra las nubes y la tecnodominación feudal' è pubblicato da Ediciones asimétricas.
- Il libro critica il potere tecnofeudale delle nuvole digitali e delle reti, che sostiene superi la maggior parte degli stati-nazione.
- Echeverría fa riferimento al Vertice mondiale delle Nazioni Unite sulla società dell'informazione (2003-2005) come punto di svolta che ha lasciato il cyberspazio all'iniziativa privata.
- Il libro elenca imperativi tecnosociali: 'connettiti!', 'digitalizza!', 'accetta!', 'aggiorna!', 'sii trasparente!', 'goditi!' e 'obbedisci!'.
- Echeverría propone la creazione di piccole 'tecnorepubbliche' autonome attraverso l'appropriazione personale e comunitaria delle TeDIC.
- Echeverría è nato a Pamplona nel 1948 ed è un filosofo della scienza, della tecnologia e dell'innovazione.
- Le sue opere precedenti includono 'Telépolis' (1994), 'Los Señores del Aire' (1999, Premio Nazionale di Saggistica) e 'Tecnopersonas' (2020, 2023).
- È accademico di Jakiunde e dell'Accademia Internazionale di Filosofia della Scienza, e ha curato manoscritti di Leibniz e Ortega y Gasset.
Entità
Artisti
- Javier Echeverría
Istituzioni
- Ediciones asimétricas
- United Nations
- Jakiunde
- International Academy of Philosophy of Science
Luoghi
- Pamplona
- Spain
Fonti
- Veredes —