ARTFEED — Contemporary Art Intelligence

Anime giapponesi come addestramento all'apocalisse per i bambini italiani

opinion-review · 2026-05-05

Santa Nastro sostiene che i bambini italiani degli anni '70-'90 siano stati inconsapevolmente preparati al disastro dagli anime giapponesi, che trattavano temi adulti come suicidio, guerra nucleare e apocalisse. A differenza dei cartoni animati occidentali pensati solo per bambini, importazioni giapponesi come Mazinga Z (1972) di Go Nagai hanno esposto i giovani spettatori a narrazioni traumatiche radicate a Hiroshima e Nagasaki. Nastro contrappone questo al film di Takashi Murakami del 2014, Jellyfish Eyes, in cui i bambini usano smartphone per combattere mostri, riflettendo le ansie contemporanee. L'articolo, pubblicato su Artribune Magazine #33, collega la resilienza generazionale a questo addestramento anime.

Fatti principali

  • I bambini italiani degli anni '70-'90 guardavano anime giapponesi con temi adulti.
  • Anime come Mazinga Z (1972) di Go Nagai trattavano suicidio, morte e distruzione nucleare.
  • Gli anime giapponesi erano originariamente destinati agli adulti ma trasmessi per bambini in Italia.
  • Il trauma di Hiroshima e Nagasaki (1945) ha influenzato queste narrazioni.
  • Il film di Takashi Murakami Jellyfish Eyes (2014) mostra bambini che combattono mostri con smartphone.
  • Murakami è nato a Tokyo nel 1962.
  • L'articolo è stato pubblicato su Artribune Magazine #33.
  • Santa Nastro è vicedirettore di Artribune.

Entità

Artisti

  • Go Nagai
  • Takashi Murakami
  • Santa Nastro

Istituzioni

  • Artribune

Luoghi

  • Italy
  • Japan
  • Tokyo
  • Hiroshima
  • Nagasaki
  • Bologna

Fonti