Janek Gorczyca, 'Storia di mia vita': un memoir da senzatetto diventa un fenomeno letterario italiano
Janek Gorczyca, un polacco che vive per strada a Roma da 25 anni, ha pubblicato un memoir intitolato 'Storia di mia vita' con Sellerio, diventando un inaspettato fenomeno letterario. Il libro, scoperto e curato da Christian Raimo, è scritto in un italiano approssimativo e non levigato che riflette la sua competenza non nativa. Racconta il suo arrivo a Roma, la vita in strada, i lavori saltuari, gli squat e la difficoltà di formare comunità. Gorczyca scrive con onestà cruda di violenza, tentativi di suicidio, furti e conflitti, oltre al suo orgoglio per la forza fisica e le capacità organizzative. Il titolo contiene un errore grammaticale, che l'autore mantiene come parte della sua voce autentica. Il memoir non è né un romanzo né un reportage giornalistico, ma un frammento autobiografico grezzo che rifiuta le convenzioni letterarie borghesi. Il linguaggio di Gorczyca è privo di aggettivi e avverbi, con frasi semplici, a volte brusche. Il libro sfida i lettori con la sua rappresentazione senza veli della marginalizzazione, concludendosi con la frase: 'qui voglio finire mio racconto, perché ho sofferto troppo'.
Fatti principali
- Janek Gorczyca è un polacco senza fissa dimora a Roma da 25 anni.
- Il suo memoir 'Storia di mia vita' è stato pubblicato da Sellerio.
- Il libro è stato scoperto e curato da Christian Raimo.
- Il titolo contiene un errore grammaticale, che riflette l'italiano non nativo di Gorczyca.
- Il memoir racconta il suo arrivo a Roma, la vita in strada, i lavori saltuari e gli squat.
- Gorczyca scrive di violenza, tentativi di suicidio, furti e conflitti.
- Il linguaggio è descritto come approssimativo, con pochi aggettivi o avverbi.
- Il libro si conclude con 'qui voglio finire mio racconto, perché ho sofferto troppo'.
Entità
Artisti
- Janek Gorczyca
- Christian Raimo
Istituzioni
- Sellerio
- Artribune
Luoghi
- Rome
- Italy
- Poland