Il 'Piccolo Otík' di Jan Švankmajer esplora l'orrore surrealista della fertilità e del consumo
Il film del 2000 'Piccolo Otík' (Otesánek) di Jan Švankmajer ed Eva Švankmajerová offre una rivisitazione horror surrealista di una fiaba del XIX secolo, incentrata su una coppia, Jan e Božena, che adotta un ceppo d'albero come figlio a causa della loro infertilità. L'inquietante apertura presenta immagini di bambini in una piazza di una città europea, alludendo alle preoccupazioni sulla fertilità; uno studio rivela che il numero di spermatozoi negli Stati Uniti e in Europa si è dimezzato negli ultimi 40 anni. Božena finge di essere incinta, accudendo il ceppo, che alla fine sviluppa un appetito vorace. Il consumo di un portalettere da parte di Otík sottolinea il tema dell'orrore alimentare. Il film di Švankmajer esplora questioni di salute mentale, maternità e abuso sui minori, impiegando l'assurdo per trasmettere la sofferenza umana, con un'esclusiva online pubblicata il 6 novembre 2019.
Fatti principali
- Jan Švankmajer ed Eva Švankmajerová hanno diretto 'Piccolo Otík' (Otesánek) nel 2000
- Il film è una versione surrealista di una fiaba del XIX secolo
- Una coppia senza figli di nome Jan e Božena alleva un ceppo d'albero come loro figlio
- Otík ha un appetito insaziabile, mangia un portalettere e scotica sua madre
- Il cortometraggio del 1989 di Švankmajer 'Flora' presenta una donna con un corpo vegetale in decomposizione
- 'Meat Love' (1989) mostra bistecche che flirtano, ballano e vengono fritte
- Il film affronta le ansie sulla fertilità, con il numero di spermatozoi dimezzato negli Stati Uniti e in Europa in 40 anni
- Esplora temi di pedofilia, mascolinità tossiche e desiderio insoddisfatto attraverso l'orrore surrealista
Entità
Artisti
- Jan Švankmajer
- Eva Švankmajerová
Istituzioni
- ArtReview
Luoghi
- US
- Europe