La retrospettiva postuma di Jacques Tati a Parigi e la modernità del suo cinema
Questa estate, Parigi ha ospitato una serie di retrospettive postume dei film di Jacques Tati, morto nel 1982. L'evento è andato oltre la tipica commemorazione grazie al restauro di 'Playtime' da parte di Jérôme Deschamps e Macha Makeïeff, e all'inclusione di cortometraggi come 'Cours du soir' e 'L'école des facteurs', che hanno rivelato il posto unico di Tati nel cinema. L'articolo sostiene che un film diventa un capolavoro quando adotta il tono giusto per mettere in discussione la modernità, che risiede nello stile, non nel contenuto. Tati, regista moderno, si bilancia tra passato e futuro, incarnando la pura presenza. La sua comicità fisica, radicata nelle tradizioni dei fratelli Lumière e di Georges Méliès, usa il corpo dell'attore per l'illusione, come si vede in 'Cours du soir', dove un'immagine corretta corrisponde a un gesto corretto. L'umorismo di Tati nasce dal successo, non dal fallimento, come nei suoi ruoli da tennista e pugile. A differenza di Keaton, Tati mobilita tutto il corpo, con braccia e gambe come bilancieri. La sua comicità è un ammiccamento all'intelligenza dello spettatore, non una liberazione catartica. 'Mon oncle' critica non la tecnologia ma il suo malfunzionamento, come si vede nelle scene del getto d'acqua e della porta del garage automatica. 'Trafic' mostra il potere giocoso della tecnologia inventiva. Il finale di 'Playtime' definisce poeticamente il moderno, allineando lampioni e mughetto.
Fatti principali
- Parigi ha ospitato retrospettive postume dei film di Jacques Tati in estate.
- Tati è morto nel 1982.
- Il restauro di 'Playtime' è stato realizzato da Jérôme Deschamps e Macha Makeïeff.
- Sono stati inclusi i cortometraggi 'Cours du soir' e 'L'école des facteurs'.
- La modernità di Tati è definita dallo stile, non dal contenuto.
- La comicità fisica di Tati deriva dai fratelli Lumière e da Georges Méliès.
- In 'Cours du soir', Tati dimostra che un'immagine corretta corrisponde a un gesto corretto.
- L'umorismo di Tati nasce dal successo, non dal fallimento, come nei suoi ruoli da tennista e pugile.
- 'Mon oncle' critica la tecnologia malfunzionante, non il progresso in sé.
- 'Trafic' è ambientato in un salone dell'auto e celebra la tecnologia inventiva.
- Il finale di 'Playtime' allinea poeticamente lampioni e mughetto.
Entità
Artisti
- Jacques Tati
- Jérôme Deschamps
- Macha Makeïeff
- Georges Méliès
- Buster Keaton
- Serge Daney
Luoghi
- Paris
- France
Fonti
- artpress —