La mostra milanese di Jack Fisher esplora consumo e realtà
Jack Fisher (Merseyside, 1991) presenta una mostra personale al T Space di Milano, dividendo la galleria in due metà: una visibile ed esposta, l'altra in ombra e nascosta. La mostra esamina come il consumo consumi il tempo e detti la realtà, presentando dettagli onirici (sabbia bianca, arance, rifiuti) accanto a elementi normativi (un video di conteggio alla rovescia e disegni murali primitivi). La mostra non è inquadrata come investimento su se stessi, ma come auspicio per qualsiasi futuro a venire.
Fatti principali
- Jack Fisher è nato a Merseyside nel 1991.
- La mostra si tiene al T Space di Milano.
- Lo spazio della galleria è diviso in due metà: visibile e nascosta.
- La mostra esplora l'idea del consumo che consuma il tempo e detta la realtà.
- Le opere includono sabbia bianca, arance, rifiuti, un video di conteggio alla rovescia e disegni murali primitivi.
- La mostra è descritta come un auspicio per il futuro piuttosto che un investimento su se stessi.
- La recensione è stata scritta da Ginevra Bria.
- Ginevra Bria è una critica d'arte e curatrice presso Isisuf – Istituto Internazionale di Studi sul Futurismo a Milano.
Entità
Artisti
- Jack Fisher
- Ginevra Bria
Istituzioni
- T Space
- Isisuf – International Institute of Futurism Studies
Luoghi
- Merseyside
- Milan
- Italy