La rubrica di J.H.: Diventare Marguerite Duras
J.H. riflette sulla vita e l'opera di Marguerite Duras, riconoscendo un passaggio personale dall'ammirazione all'irritazione per la sua ultima personalità, segnata da megalomania e negazione della realtà, esemplificata dal suo commento sulla madre del bambino assassinato Grégory. L'autore si confronta con il servizio di Duras durante la guerra nella Propaganda-Staffel e i suoi successivi tentativi di cancellare questo passato. Tuttavia, J.H. sostiene che la verità dello scrittore, per quanto distorta, è l'essenza della letteratura, citando Georges Bataille. La rubrica raccomanda i "Cahiers de la guerre" (1943-1949), curati da Sophie Bogaert e Olivier Corpet, pubblicati da P.O.L / Imec, che contengono bozze di opere successive. J.H. trova questi testi iniziali superiori per la loro secchezza stilistica e la cruda verità autobiografica, evidenziando passaggi sull'infanzia, il bacio con Léo, le dinamiche familiari, la maternità, la morte di un bambino e il ritorno di Robert Antelme da un campo di concentramento. Il testo più sorprendente descrive il mangiare e il defecare di Antelme, con la prosa impavida e conflittuale di Duras.
Fatti principali
- L'ultima personalità di Marguerite Duras è descritta come una pizia che pronuncia oscuri oracoli.
- Duras prestò servizio nella Propaganda-Staffel durante l'Occupazione.
- La rubrica fa riferimento alla biografia di Duras scritta da Laure Adler.
- Georges Bataille scrisse: 'Ho sempre messo tutta la mia vita nei miei scritti.'
- I 'Cahiers de la guerre' furono scritti tra il 1943 e il 1949.
- Il volume include dieci testi aggiuntivi dello stesso periodo.
- Il passaggio su Léo prefigura 'L'Amante' dei primi anni '80.
- Duras immaginò simultaneamente il ritorno di Robert Antelme e la sua morte.
Entità
Artisti
- Marguerite Duras
- Georges Bataille
- Guy Debord
- Robert Antelme
- Dionys Mascolo
- Sophie Bogaert
- Olivier Corpet
- Laure Adler
- Léo
- Arthur Rimbaud
- Fyodor Dostoevsky
Istituzioni
- Propaganda-Staffel
- P.O.L
- Imec
Fonti
- artpress —