Il 'Planetarium' di Iván Navarro illumina il Centquatre di Parigi
La mostra 'Planetarium' di Iván Navarro al Centquatre di Parigi presenta oltre venti installazioni luminose nelle ex scuderie, aperta fino al 28 febbraio 2021, in attesa della riapertura. La mostra è completata da un'esposizione concomitante alla Galerie Templon di Parigi, dal 30 gennaio al 20 marzo 2021. Navarro, cresciuto a Santiago sotto la dittatura di Pinochet, utilizza tubi fluorescenti, specchi e specchi unidirezionali per creare sculture che fondono Minimalismo e Op Art. Opere chiave includono 'Homeless Lamp, the Juicer Succer' (metà anni 2000), un carrello della spesa con tubi fluorescenti bianchi che fa riferimento ad allacci elettrici illegali; 'Murio La Verdad' (2014), un tributo a Josef Albers; 'Sentinel (Rouge)' (2010), un'installazione simile a una porta che crea un corridoio infinito; 'Death Row' (2006), che ha rappresentato il Cile alla Biennale di Venezia del 2009; 'Bed' (2009), un letto con le lettere specchiate B, E, D; 'Street Lamp (Yellow Bench)' (2012), una panchina luminosa; e 'Emergency Ladder' (2018), una scala rossa che simboleggia urgenza e migrazione. Le opere esplorano potere, illusione e commento sociale, spesso usando testo e prospettiva per sfidare la percezione.
Fatti principali
- Mostra al Centquatre di Parigi fino al 28 febbraio 2021
- Mostra concomitante alla Galerie Templon, Parigi, dal 30 gennaio al 20 marzo 2021
- Oltre venti installazioni di Iván Navarro
- Navarro è cresciuto a Santiago sotto la dittatura di Pinochet
- Utilizza tubi fluorescenti, specchi e specchi unidirezionali
- Influenzato dal Minimalismo americano e dall'Op Art
- Ha rappresentato il Cile alla Biennale di Venezia del 2009 con 'Death Row'
- Le opere affrontano potere, illusione e questioni sociali
Entità
Artisti
- Iván Navarro
- Josef Albers
- Ellsworth Kelly
- Robert Rauschenberg
Istituzioni
- Centquatre
- Galerie Templon
- artpress
Luoghi
- Paris
- France
- Santiago
- Chile
- New York
- United States
- Venice
- Italy
- Staten Island
- Lampedusa
Fonti
- artpress —