L'Italia taglia l'IVA sull'arte al 5%, aumentando la competitività del mercato
Il 20 giugno 2025, il Consiglio dei Ministri italiano ha approvato l'articolo 9 del DL Omnibus, riducendo l'IVA su vendite e importazioni di opere d'arte e oggetti da collezione dal 22% al 5%—l'aliquota più bassa in Europa. La misura, in vigore immediatamente, allinea l'Italia alla Francia (5,5% dal 2023) e alla Germania (7% dal 2024). La riforma è stata guidata dalla Direttiva UE 2022/542, che ha consentito agli Stati membri di applicare un'IVA ridotta a categorie specifiche, inclusa l'arte, per perseguire obiettivi di politica culturale. Il Gruppo Apollo, una confederazione delle principali associazioni italiane del settore dell'arte, ha guidato le attività di lobbying insieme ai politici Federico Mollicone (Fratelli d'Italia), Roberto Marti e Alessandro Amorese. Secondo uno studio Nomisma commissionato dal Gruppo Apollo e da Intesa Sanpaolo, la riduzione dovrebbe aumentare il fatturato delle gallerie fino al 50% per i piccoli operatori e del 28% complessivamente, generando fino a 1,5 miliardi di euro di entrate trimestrali e 4,2 miliardi di euro di impatto economico totale. Il taglio fiscale costa allo Stato circa 90 milioni di euro, ma si prevede che aumenti le entrate fiscali indirette. Il Ministro della Cultura Giuli ha dichiarato che senza la riduzione, il mercato dell'arte avrebbe perso il 28% del fatturato totale. La riforma posiziona l'Italia come potenziale hub del mercato dell'arte europeo, sebbene siano necessarie ulteriori misure—incluse procedure di esportazione semplificate per i beni culturali previste per luglio. L'IVA ridotta potrebbe abbassare i prezzi per collezionisti e istituzioni, ma è improbabile che democratizzi significativamente il mercato, poiché persistono problemi salariali più ampi.
Fatti principali
- IVA sull'arte ridotta dal 22% al 5% in Italia
- Approvata dal Consiglio dei Ministri il 20 giugno 2025
- Aliquota IVA più bassa sull'arte in Europa
- La Direttiva UE 2022/542 ha consentito la riduzione
- Il Gruppo Apollo ha guidato la promozione con i politici Mollicone, Marti, Amorese
- Lo studio Nomisma prevede una crescita del mercato del 28%, fino a 1,5 miliardi di euro di entrate trimestrali
- Il taglio fiscale costa allo Stato 90 milioni di euro ma potrebbe aumentare le entrate fiscali indirette
- Ulteriori riforme sull'esportazione di beni culturali previste per luglio 2025
Entità
Artisti
- Andrea Sirio Ortolani
- Cristina Masturzo
- Giorgio Morandi
- Giorgio de Chirico
- Franco Broccardi
- Alessandro Amorese
- Alessandro Giuli
- Federico Mollicone
- Roberto Marti
- Stefano Lucchini
- Alessandra Di Castro
- Sirio Ortolani
- Nicola Ricciardi
Istituzioni
- Gruppo Apollo
- Nomisma
- Intesa Sanpaolo
- Ministero della Cultura
- Ministero dell'Economia e delle Finanze
- Parlamento italiano
- Commissione Cultura della Camera
- Commissione Cultura del Senato
- Fratelli d'Italia
- Artribune
- ANGAMC
- Osart Gallery
- Financial Times
- NABA
- ITALICS
- Arte Fiera
- Italian Chamber of Deputies
- Italian Senate
- Studio Lombard DCA
- Università degli Studi di Bergamo
- Triennale di Milano
- Consiglio dei Ministri
- Gazzetta Ufficiale
- European Union
- World Health Organization
- Amazon
- Rijksmuseum Amsterdam
- Associazione Gruppo Apollo
- miart
- Palazzo Wedekind
- NABA Nuova Accademia
- Ministry of Culture
- Ministry of Economy and Finance (MEF)
- Commissione Cultura
- Federculture
- Apollo
- Italics
Luoghi
- Italy
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- European Union