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Il credito d'imposta per il cinema in Italia: riforma o manovra politica?

opinion-review · 2026-04-27

Il ministro della Cultura italiano Gennaro Sangiuliano ha chiesto una riforma del credito d'imposta per il cinema, citando casi sospetti come un film finanziato attraverso il meccanismo che è stato visto da sole 29 persone e mai distribuito su alcuna piattaforma. Il credito d'imposta, significativamente rivisto nel 2016, mirava ad aumentare gli investimenti privati nel cinema italiano e ha in gran parte raggiunto questo obiettivo. Tuttavia, i critici sostengono che l'attuale sistema consente abusi e manca di trasparenza. La regista Justine Triet, vincitrice della Palma d'Oro 2023, ha criticato la tendenza a privilegiare gli adattamenti di romanzi best-seller rispetto alle creazioni originali, spinta da finanziatori in cerca di rendimenti garantiti. L'articolo di Stefano Monti, partner di Monti&Taft, sostiene che, sebbene la riforma sia necessaria, deve essere attuata con una visione chiara e non come pretesto per sostituire la leadership culturale con figure allineate politicamente. Monti avverte che la retorica di Sangiuliano rischia di ridurre la cultura a servitore del turismo e del consenso politico, piuttosto che promuovere un'industria cinematografica diversificata e innovativa. Il dibattito evidenzia la tensione tra il cinema come arte e come industria, e la necessità di un approccio trasparente e strategico al sostegno pubblico per il cinema.

Fatti principali

  • Il ministro Gennaro Sangiuliano vuole riformare il credito d'imposta per il cinema italiano.
  • Un film finanziato tramite il credito d'imposta è stato visto da sole 29 persone e mai distribuito su alcuna piattaforma.
  • Il credito d'imposta è stato significativamente rivisto nel 2016 per aumentare gli investimenti privati.
  • La regista Justine Triet (Palma d'Oro 2023) ha criticato il predominio degli adattamenti di romanzi rispetto alle creazioni originali.
  • Stefano Monti, partner di Monti&Taft, è l'autore dell'articolo.
  • Monti mette in guardia dall'usare la riforma per sostituire la leadership culturale con figure allineate politicamente.
  • L'articolo distingue tra 'prodotto filmico' e 'opera cinematografica' ma usa 'prodotto cinematografico' per tutte le produzioni.
  • Il dibattito si concentra sul bilanciamento tra cinema come arte e come industria.

Entità

Artisti

  • Justine Triet

Istituzioni

  • Artribune
  • Monti&Taft
  • Ministero della Cultura

Luoghi

  • Italy

Fonti