I musei statali italiani passano dalla selezione internazionale al processo di nomina interna
Un significativo cambiamento di rotta è in atto nel processo di selezione dei direttori dei musei statali italiani. Nel 2015, la riforma Franceschini introdusse la selezione competitiva internazionale per i direttori di istituzioni importanti come gli Uffizi, Brera e Paestum. Una commissione presieduta da Paolo Baratta, che includeva il direttore della National Gallery di Londra e Lorenzo Casini, selezionò direttori provenienti da musei, università e fondazioni europee. Solo il direttore della Galleria Borghese proveniva da ruoli ministeriali. Ora, dieci anni dopo, una nuova procedura chiamata "interpello" viene implementata per le Gallerie dell'Accademia di Venezia e la Reggia di Caserta. Questo rappresenta una controriforma rispetto all'innovazione originale che apriva le posizioni di leadership a tutti i gestori culturali europei, inclusi i funzionari ministeriali ma senza concedere loro priorità automatica. I critici notano che dal 2015 non sono stati nominati direttori stranieri, né sono state selezionate figure provenienti da comuni, province, regioni, università o musei privati. La guida dei principali musei statali italiani sta gradualmente tornando a essere un passo di carriera all'interno della burocrazia statale. I partiti politici che rivendicano valori liberali rimangono in silenzio, i partiti di opposizione sono notevolmente silenziosi e persino l'ex ministro Franceschini non difende più la sua riforma originale. L'articolo suggerisce che questo allontanamento dall'apertura del mercato contraddice ciò che molti considerano una componente chiave del successo del sistema museale nazionale dal 2015.
Fatti principali
- La riforma Franceschini dei musei statali fu implementata per la prima volta nel 2015
- I direttori per istituzioni importanti come gli Uffizi, Brera e Paestum furono selezionati attraverso concorso internazionale
- Una commissione presieduta da Paolo Baratta includeva il direttore della National Gallery di Londra e Lorenzo Casini
- Solo il direttore della Galleria Borghese proveniva inizialmente da ruoli ministeriali
- Dieci anni dopo, una nuova procedura "interpello" viene utilizzata per le Gallerie dell'Accademia di Venezia e la Reggia di Caserta
- Questo rappresenta una controriforma rispetto all'innovazione originale del 2015
- Dal 2015, nessun direttore straniero è stato nominato nei musei statali italiani
- Persino l'ex ministro Franceschini non difende più la sua riforma originale
Entità
Istituzioni
- Artribune
- Uffizi
- Brera
- Caserta
- GNAM
- La Sapienza
- United Nations
- Reggia di Caserta
- Gallerie dell'Accademia di Venezia
- Paestum
- Galleria Borghese
- National Gallery di Londra
- Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo
Luoghi
- Italy
- Rome
- London
- Barcelona
- Lyon
- Caserta
- Venezia
- United Kingdom