Il nuovo decreto italiano che impone tariffe per l'uso di immagini culturali suscita indignazione
Un nuovo decreto ministeriale italiano (DM 11 aprile 2023, n. 161) introduce tariffe per la riproduzione e l'uso di immagini del patrimonio culturale statale, anche per la ricerca scientifica e le pubblicazioni editoriali. Il decreto è stato aspramente criticato dalla Federazione dei Consigli Universitari di Archeologia, dal Consulta Universitaria Nazionale per la Storia dell'Arte (CUNSTA) e dalla Società Italiana di Storia della Critica d'Arte (SISCA). Essi sostengono che viola l'articolo 9 della Costituzione italiana, la libertà di ricerca e l'iniziativa economica nel settore culturale. Il decreto sostituisce il DM del 1994 che concedeva la riproduzione gratuita per periodici e monografie sotto i 70 euro e 2.000 copie, e annulla le linee guida della Biblioteca Digitale del 2022 che avevano stabilito l'uso gratuito per tutti i prodotti editoriali dopo un anno di consultazione pubblica. I critici denunciano la 'politica miope' di monetizzare il patrimonio culturale, paragonandola a 'spremere un limone' per ridurre il deficit pubblico. Avvertono che il complesso sistema di calcolo delle tariffe graverà su utenti e funzionari, e che il decreto equipara la pubblicazione scientifica all'uso commerciale, consentendo una 'censura preventiva'. I firmatari chiedono il ritiro immediato del decreto e l'adozione di licenze Open Access, chiedendo un incontro tra MIUR e MiC.
Fatti principali
- Il DM 11 aprile 2023, n. 161 introduce tariffe per la riproduzione di immagini del patrimonio culturale statale.
- Il decreto si applica alla ricerca scientifica e alle pubblicazioni editoriali.
- I critici includono la Federazione dei Consigli Universitari di Archeologia, CUNSTA e SISCA.
- Il decreto annulla il DM del 1994 che consentiva la riproduzione gratuita a determinate condizioni.
- Annulla anche le linee guida della Biblioteca Digitale del 2022 che avevano stabilito l'uso gratuito.
- Il sistema di calcolo delle tariffe è descritto come complesso e confuso.
- I critici affermano che il decreto consente una 'censura preventiva' equiparando la pubblicazione scientifica all'uso commerciale.
- I firmatari chiedono il ritiro del decreto e l'adozione di licenze Open Access.
Entità
Istituzioni
- Federazione delle Consulte Universitarie di Archeologia
- CUNSTA – Consulta Universitaria Nazionale per la Storia dell’Arte
- SISCA – Società Italiana di Storia della Critica d’Arte
- Ministero della Cultura
- Digital Library del Ministero della Cultura
- ICOM Italia
- Ministero del Turismo
- MIUR
- MiC
- Artribune
Luoghi
- Italy