La Corte di Cassazione italiana stabilisce che il design degli interni di un concept store è protetto come opera architettonica
Il 30 aprile 2020, la Corte di Cassazione italiana ha emesso una sentenza in una causa sul diritto d'autore che coinvolge le aziende cosmetiche Kiko e Wycon (sentenza n. 8433). Kiko sosteneva che la disposizione del negozio Wycon violava i suoi diritti di sfruttamento economico. La Corte ha confermato la decisione del 2018 della Corte d'Appello di Milano (n. 1543/2018), stabilendo che il design di Wycon rispecchiava fedelmente gli elementi distintivi di Kiko, come l'ingresso open-space, gli espositori a parete inclinati, le isole curve, gli schermi televisivi e una combinazione di colori con bianco, nero, rosa/viola, insieme a illuminazione fredda. Questa decisione ha chiarito che il design degli interni può essere protetto come opera architettonica se presenta un design coerente e visivamente riconoscibile. L'articolo è stato scritto da Raffaella Pellegrino ed è apparso su Artribune Magazine #56.
Fatti principali
- Sentenza della Corte di Cassazione italiana n. 8433 del 30 aprile 2020
- Controversia tra Kiko e Wycon sul copyright del design degli interni del negozio
- Confermata la decisione della Corte d'Appello di Milano n. 1543/2018
- Elementi protetti: ingresso open-space, grafiche retroilluminate, espositori a parete inclinati, isole curve, schermi TV, palette di colori, illuminazione fredda
- Il design degli interni è proteggibile come opera architettonica se unitario, originale e riflette l'impronta personale dell'autore
- Risolve il conflitto giurisprudenziale tra design industriale e protezione architettonica
- Amplia la definizione di architettura includendo l'organizzazione dello spazio interno
- Articolo di Raffaella Pellegrino su Artribune Magazine #56
Entità
Artisti
- Raffaella Pellegrino
Istituzioni
- Corte di Cassazione
- Corte di Appello di Milano
- Kiko
- Wycon
- Artribune Magazine
Luoghi
- Italy