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I mattatoi italiani rinati come centri culturali

architecture-design · 2026-04-26

Un regio decreto italiano del 1928 impose la costruzione di mattatoi pubblici in tutti i comuni, portando alla realizzazione di complessi architettonicamente significativi. Negli anni '70 molti furono dismessi e successivamente riconvertiti in centri culturali. Esempi notevoli includono il Mattatoio di Testaccio a Roma, progettato da Gioacchino Ersoch (1888-1891), che divenne un modello di rigenerazione urbana. Dopo la cessazione delle macellazioni nel 1975, il sito ospitò il concerto di Frank Zappa nel 1982 e il primo festival Enzimi. Oggi ospita l'Università Roma Tre, l'Accademia di Belle Arti (dal 2011) e il museo Macro. Un piano di ristrutturazione del 2024 prevede l'apertura di un centro per la fotografia nel 2025. A Busto Arsizio, un mattatoio del 1894 ha ricevuto 9 milioni di euro nel 2024 per una rigenerazione incentrata sui giovani, in parte finanziata dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.

Fatti principali

  • Regio decreto italiano del 1928 impose mattatoi pubblici
  • Mattatoio di Testaccio costruito 1888-1891 da Gioacchino Ersoch
  • Macellazioni cessate a Testaccio nel 1975
  • Frank Zappa si esibì al Campo Boario nel 1982
  • L'Università Roma Tre occupa diversi padiglioni dal 1999
  • L'Accademia di Belle Arti si è trasferita nel 2011
  • Centro per la fotografia aprirà nel 2025
  • Rigenerazione dell'ex-mattatoio di Busto Arsizio finanziata con 9 milioni di euro nel 2024

Entità

Artisti

  • Gioacchino Ersoch
  • Frank Zappa
  • Renato Nicolini

Istituzioni

  • Roma Capitale
  • Università degli Studi Roma Tre
  • Accademia di Belle Arti
  • Macro
  • PalaExpo
  • Azienda Speciale PalaExpo
  • Poste Italiane
  • Comune di Busto Arsizio
  • Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza

Luoghi

  • Italia
  • Roma
  • Testaccio
  • Campo Boario
  • Busto Arsizio
  • Varese
  • Tevere

Fonti