I mattatoi italiani rinati come centri culturali
Un regio decreto italiano del 1928 impose la costruzione di mattatoi pubblici in tutti i comuni, portando alla realizzazione di complessi architettonicamente significativi. Negli anni '70 molti furono dismessi e successivamente riconvertiti in centri culturali. Esempi notevoli includono il Mattatoio di Testaccio a Roma, progettato da Gioacchino Ersoch (1888-1891), che divenne un modello di rigenerazione urbana. Dopo la cessazione delle macellazioni nel 1975, il sito ospitò il concerto di Frank Zappa nel 1982 e il primo festival Enzimi. Oggi ospita l'Università Roma Tre, l'Accademia di Belle Arti (dal 2011) e il museo Macro. Un piano di ristrutturazione del 2024 prevede l'apertura di un centro per la fotografia nel 2025. A Busto Arsizio, un mattatoio del 1894 ha ricevuto 9 milioni di euro nel 2024 per una rigenerazione incentrata sui giovani, in parte finanziata dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.
Fatti principali
- Regio decreto italiano del 1928 impose mattatoi pubblici
- Mattatoio di Testaccio costruito 1888-1891 da Gioacchino Ersoch
- Macellazioni cessate a Testaccio nel 1975
- Frank Zappa si esibì al Campo Boario nel 1982
- L'Università Roma Tre occupa diversi padiglioni dal 1999
- L'Accademia di Belle Arti si è trasferita nel 2011
- Centro per la fotografia aprirà nel 2025
- Rigenerazione dell'ex-mattatoio di Busto Arsizio finanziata con 9 milioni di euro nel 2024
Entità
Artisti
- Gioacchino Ersoch
- Frank Zappa
- Renato Nicolini
Istituzioni
- Roma Capitale
- Università degli Studi Roma Tre
- Accademia di Belle Arti
- Macro
- PalaExpo
- Azienda Speciale PalaExpo
- Poste Italiane
- Comune di Busto Arsizio
- Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza
Luoghi
- Italia
- Roma
- Testaccio
- Campo Boario
- Busto Arsizio
- Varese
- Tevere