Il piano digitale del PNRR italiano incontra ostacoli sul diritto d'autore
Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) italiano, finanziato dal programma Next Generation EU, investe ingenti risorse per digitalizzare il patrimonio culturale. Il piano mira a migliorare l'accessibilità e promuovere nuovi servizi digitali nel settore culturale e creativo. Tuttavia, sorgono complessità legali dall'interazione tra diritto d'autore e norme sui beni culturali. L'attuazione proposta dal governo italiano della Direttiva UE 2019/790, in particolare l'Articolo 14 sulle opere d'arte visive di pubblico dominio, include una clausola che preserva il Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio (D.Lgs. n. 42/2004). Ciò significa che, mentre le copie non originali di opere di pubblico dominio possono essere liberamente condivise e riutilizzate, le riproduzioni di beni culturali rimangono soggette alle restrizioni del Codice. I critici, tra cui Wikimedia Italia e Creative Commons Italia, sostengono che ciò mina gli obiettivi digitali del PNRR. Notano che i ricavi dalle licenze per immagini culturali sono minimi e spesso non coprono i costi di gestione, e che l'Italia manca di un sistema di controllo efficace per le immagini all'estero. Il decreto ha ricevuto parere favorevole dalle commissioni parlamentari il 20 ottobre 2021, ma la controversia evidenzia le tensioni tra innovazione digitale e tutela del patrimonio.
Fatti principali
- Il PNRR italiano investe nella digitalizzazione del patrimonio culturale come parte del programma Next Generation EU.
- Il piano mira alla riqualificazione e all'aggiornamento degli operatori culturali e sostiene l'industria culturale e creativa 4.0.
- Le riproduzioni digitali di beni culturali pubblici non protetti da diritto d'autore sono soggette al Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio.
- L'Articolo 14 della Direttiva UE 2019/790 stabilisce che le riproduzioni di opere d'arte visive di pubblico dominio non sono soggette a diritto d'autore a meno che non siano originali.
- L'attuazione italiana dell'Articolo 14 mantiene il Codice dei Beni Culturali, limitando il riutilizzo delle riproduzioni digitali.
- Wikimedia Italia e Creative Commons Italia hanno criticato il decreto durante le audizioni al Senato il 12 ottobre 2021.
- I ricavi dalle licenze per immagini culturali sono molto bassi e spesso non coprono i costi di gestione.
- L'Italia manca di un apparato organizzativo per sfruttare e controllare le immagini all'estero.
Entità
Istituzioni
- Next Generation EU
- European Union
- Italian Government
- Camera dei Deputati
- Senato della Repubblica
- Wikimedia Italia
- Creative Commons Italia
- Artribune
Luoghi
- Italy