I musei italiani ripensano le strategie digitali durante la chiusura per COVID-19
I musei italiani, chiusi fino al 3 aprile 2020 per decreto governativo, si sono rapidamente spostati su visite virtuali e contenuti sui social media. Tuttavia, la ricercatrice Nicole Moolhuijsen sostiene che questi sforzi raggiungano principalmente il pubblico esistente, non nuovi segmenti come gli anziani. Propone collaborazioni radiofoniche, corsi online a pagamento per università straniere e storytelling generato dagli utenti. La crisi, afferma, richiede strategie digitali sostenibili, nuovi modelli di entrate e formazione professionale in comunicazione e accessibilità. Moolhuijsen cita la serie radiofonica del 2010 della BBC e del British Museum 'A History of the World in 100 Objects' come modello per raggiungere pubblici diversi. Avverte che lo streaming gratuito non è una soluzione a lungo termine e invita i musei a ripensare l'attribuzione di valore e la logica dell'engagement. L'articolo, pubblicato su Artribune, sottolinea la necessità di un cambiamento accelerato nell'organizzazione e comunicazione museale.
Fatti principali
- I musei italiani sono chiusi fino al 3 aprile 2020 a causa del decreto governativo.
- Molti musei hanno lanciato visite virtuali e contenuti sui social media.
- Nicole Moolhuijsen ha scritto l'articolo per Artribune.
- Suggerisce collaborazioni radiofoniche con partner locali come le radio universitarie.
- Corsi di storia dell'arte online a pagamento per università straniere sono proposti come fonte di entrate.
- Si raccomanda contenuti generati dagli utenti da visitatori e volontari.
- La serie radiofonica del 2010 della BBC e del British Museum è citata come modello.
- Moolhuijsen sottolinea la necessità di strategie digitali sostenibili e formazione professionale.
Entità
Artisti
- Mariateresa Sartori
Istituzioni
- Artribune
- BBC
- British Museum
- Fondazione Querini Stampalia
- Galleria Michela Rizzo
- Università di Leicester
Luoghi
- Italy
- Venezia
- Venice
- United Kingdom