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Il passaggio al digitale dei musei italiani: troppo poco, troppo tardi?

opinion-review · 2026-04-27

Giulio Alvigini, fondatore di Make Italian Art Great Again, critica la risposta digitale affrettata dei musei italiani alla pandemia di COVID-19. Sostiene che la crisi ha messo in luce un ritardo decennale nell'adozione della comunicazione digitale. Sebbene iniziative come #iorestoacasa e gli sforzi di Triennale e Schermo dell'arte siano lodate, Alvigini nota che molte istituzioni hanno prodotto contenuti di bassa qualità e sovraffollati. Sottolinea che la Galleria degli Uffizi ha aperto una pagina Facebook solo durante la pandemia, mentre un passo più innovativo sarebbe stato unirsi a TikTok. Alvigini contrappone questo a istituzioni come la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Torino e il Museo Madre di Napoli, attive digitalmente da anni. Avverte che dopo l'emergenza, l'impegno digitale potrebbe essere dimenticato, definendolo un test cruciale per la cultura italiana.

Fatti principali

  • Giulio Alvigini ha fondato Make Italian Art Great Again nel 1995.
  • L'intervista è stata pubblicata durante la pandemia di COVID-19 nel marzo 2020.
  • Alvigini critica il ritardo nell'adozione digitale da parte dei musei italiani.
  • Loda Triennale e Schermo dell'arte per le loro iniziative digitali.
  • La Galleria degli Uffizi ha aperto la sua pagina Facebook durante la pandemia.
  • Alvigini suggerisce di unirsi a TikTok come passo più innovativo.
  • Fondazione Sandretto Re Rebaudengo e Museo Madre sono attivi digitalmente da anni.
  • Alvigini teme che l'impegno digitale possa essere abbandonato dopo la pandemia.

Entità

Artisti

  • Giulio Alvigini

Istituzioni

  • Make Italian Art Great Again
  • Triennale
  • Schermo dell'arte
  • Galleria degli Uffizi
  • Fondazione Sandretto Re Rebaudengo
  • Museo Madre

Luoghi

  • Turin
  • Italy
  • Naples
  • Milan

Fonti