I musei italiani e la sfida del 5G
L'articolo si chiede se i musei italiani siano pronti ad adottare la tecnologia 5G, che potrebbe rivoluzionare la trasmissione di eventi, gli ologrammi e le applicazioni IoT. Nonostante il potenziale, molti musei mancano ancora di Wi-Fi di base, limitando le app per i visitatori e la mappatura del calore. L'autore sostiene che sia necessaria una riforma organizzativa: i direttori sono sovraccarichi di compiti al di là delle loro competenze e assumere più direttori specializzati è poco pratico. Una soluzione proposta è l'apertura a team del settore privato – consulenti esterni per assistere i direttori nella strategia e nell'implementazione, formalizzando le pratiche esistenti. Inoltre, tutti i servizi legati alla tecnologia (audioguide, app, biglietteria, IoT) potrebbero essere esternalizzati. L'articolo suggerisce di suddividere i servizi ausiliari in aree Tecnologia, Promozione e Comunicazione, e Mostre e Ospitalità.
Fatti principali
- Il 5G potrebbe consentire la trasmissione di eventi, ologrammi e IoT nei musei.
- Molti musei italiani non hanno ancora Wi-Fi per i visitatori.
- I direttori dei musei devono occuparsi di storia dell'arte, economia, finanza, gestione, tecnologia, marketing e comunicazione.
- Assumere quattro direttori separati (Scientifico, Manageriale, Finanziario, Tecnologico) è poco pratico.
- Soluzione proposta: team esterni privati come consulenti per i direttori.
- I servizi tecnologici potrebbero essere esternalizzati: audioguide, app, display, biglietteria, IoT.
- I servizi ausiliari potrebbero essere suddivisi in Tecnologia, Promozione e Comunicazione, e Mostre e Ospitalità.
- Articolo pubblicato su Artribune Magazine #58.
Entità
Istituzioni
- Artribune
- Monti&Taft
Luoghi
- Italy