La stampa di moda italiana accusata di entusiasmo acritico durante le settimane della moda
Aldo Premoli critica la stampa di moda italiana e internazionale per la sua copertura acritica ed entusiasta delle settimane della moda, sostenendo che giornalisti, blogger e influencer descrivono costantemente le collezioni come 'bellissimo' e 'geniale' senza un'analisi sostanziale. Contrappone questo a Christopher Bailey, ex CEO di Burberry, che durante la London Fashion Week ha descritto il settore come 'confuso' e bisognoso di un serio esame di coscienza. Premoli sottolinea la copertura della sfilata Autunno/Inverno 2018-2019 di Gucci, lodata per il suo tema cyborg ispirato a Donna Haraway, ma si chiede se la stampa stia semplicemente assecondando gli inserzionisti. Critica anche una recensione della mostra 'Italiana' alla Triennale Milano, che a suo dire celebra acriticamente il legame della fotografia di moda con il femminismo e l'uguaglianza di genere. L'articolo, pubblicato nel 2018, riflette sull'importanza economica della moda italiana (+6,9% nel 2017) e sul fallimento dei media nel porre domande difficili.
Fatti principali
- Articolo pubblicato su Artribune nel 2018
- Critica la stampa di moda per la mancanza di analisi critica
- Christopher Bailey ha definito il settore della moda 'confuso' durante la London Fashion Week
- Sfilata Autunno/Inverno 2018-2019 di Gucci ispirata alla teoria del Cyborg di Donna Haraway
- Mostra 'Italiana' alla Triennale Milano recensita acriticamente
- Il settore della moda italiano è cresciuto del 6,9% nel 2017
- Menziona i fotografi Oliviero Toscani, Paolo Roversi, Giovanni Gastel, Fabrizio Ferri
- L'autore Aldo Premoli è ex direttore di L'Uomo Vogue
Entità
Artisti
- Aldo Premoli
- Christopher Bailey
- Oliviero Toscani
- Paolo Roversi
- Giovanni Gastel
- Fabrizio Ferri
- Donna Haraway
Istituzioni
- Artribune
- Burberry
- Gucci
- Triennale Milano
- L'Uomo Vogue
Luoghi
- Italy
- London
- Milan