Dibattito sulla politica culturale italiana: dal dimostrarne il valore al governarlo
In un articolo per Artribune, Stefano Monti esamina la trasformazione delle politiche culturali italiane negli ultimi venticinque anni. La cultura è ora considerata un motore cruciale per lo sviluppo, sostenuta da ricerche dell'UNESCO, della Commissione Europea e da studi italiani come 'Io Sono Cultura' di Fondazione Symbola e Unioncamere. Tra i progressi notevoli figurano l'Art Bonus e gli investimenti del PNRR. Tuttavia, Monti sostiene che la governance non si è evoluta di pari passo con questa conoscenza. Egli sottolinea la necessità di passare dal dimostrare il valore della cultura alla sua gestione efficace, promuovendo la collaborazione tra ministeri, governi locali e società civile. Egli auspica una pianificazione strategica a lungo termine e il riconoscimento della cultura come infrastruttura nazionale essenziale.
Fatti principali
- L'articolo è un pezzo di opinione di Stefano Monti pubblicato su Artribune.
- Il dibattito italiano sulle politiche culturali si è evoluto negli ultimi 25 anni.
- La cultura è ora riconosciuta come una leva strategica per lo sviluppo.
- L'UNESCO, la Commissione Europea e la Convenzione di Faro del Consiglio d'Europa hanno riconosciuto il ruolo della cultura.
- La ricerca italiana include 'Io Sono Cultura' di Fondazione Symbola e Unioncamere, e i rapporti di Federculture.
- I progressi delle politiche pubbliche includono l'Art Bonus, gli investimenti del PNRR e le partnership pubblico-private.
- Monti sostiene che la governance non ha tenuto il passo con la conoscenza.
- Egli chiede che la cultura sia trattata come una politica di sviluppo trasversale e come infrastruttura nazionale strategica.
- La sfida è governare il valore della cultura, non solo dimostrarlo.
Entità
Artisti
- Stefano Monti
Istituzioni
- UNESCO
- European Commission
- Council of Europe
- Fondazione Symbola
- Unioncamere
- Federculture
- Artribune
Luoghi
- Italy