Calo delle presenze al cinema in Italia: un sondaggio rivela le cause e la necessità di una politica culturale
Un recente sondaggio di SWG per il Ministero della Cultura italiano, intitolato 'Gli Italiani e il Cinema', rivela che il 28% degli italiani che non sono andati al cinema nei primi cinque mesi del 2023 ha citato la perdita dell'abitudine, mentre il 20% ha attribuito la colpa a una programmazione peggiore e un altro 20% ha citato la ridotta capacità di spesa. L'articolo sostiene che queste ragioni sono interconnesse e che i fattori economici da soli non possono spiegare l'assenza totale, poiché una famiglia di quattro persone che spende 40 euro in cinque mesi non è proibitiva. Il successo di 'Barbie' e 'Oppenheimer' mostra una divisione tra chi va al cinema per l'esperienza e chi per un film specifico, suggerendo che la promozione dovrebbe mirare a categorie di utenti piuttosto che a dati demografici. L'autore, Stefano Monti, chiede una politica culturale che riconosca cinema, teatro e visite ai musei come distinti dai mercati standardizzati, e strumenti per comprendere meglio la domanda reale e potenziale di cultura in Italia.
Fatti principali
- Sondaggio 'Gli Italiani e il Cinema' condotto da SWG per il Ministero della Cultura italiano
- Il 28% dei non frequentanti ha citato la perdita dell'abitudine
- Il 20% ha citato una programmazione peggiore
- Il 20% ha citato la ridotta capacità di spesa
- Prezzo del biglietto intorno ai 10 euro
- Evidenziato il successo di 'Barbie' e 'Oppenheimer'
- L'autore Stefano Monti è partner di Monti&Taft
- Articolo pubblicato su Artribune
Entità
Artisti
- Stefano Monti
Istituzioni
- SWG
- Ministero della Cultura
- Monti&Taft
- Artribune
Luoghi
- Italy