Il mercato dell'arte italiano ristagna a causa di ostacoli burocratici e fiscali
Il mercato dell'arte italiano rimane uno dei meno dinamici a livello internazionale, ostacolato da barriere legislative, politiche e burocratiche. Nonostante l'Europa abbia generato 20,5 miliardi di dollari in vendite d'arte nel 2016 (rapporto Tefaf), l'Italia non riesce a trarre vantaggio a causa dell'elevata tassazione sulle opere d'arte, di politiche fiscali incoerenti e di processi burocratici lenti. Il paese applica un'IVA ridotta ai libri ma non alle opere d'arte originali, e offre agevolazioni fiscali per le opere tenute in casa a scopo ornamentale ma non per quelle conservate in caveau di sicurezza. I progetti di restauro subiscono ritardi burocratici di quasi 19 mesi prima che i lavori possano iniziare, come notato dall'ex Sottosegretario MiBACT Cecchi. Il processo di 'notifica' per la protezione del patrimonio culturale spesso riduce il valore di mercato delle opere e spinge le transazioni nel sommerso. L'approccio italiano tratta l'arte come un bene complementare piuttosto che come una risorsa economica centrale, soffocando la crescita del mercato.
Fatti principali
- L'Europa ha generato 20,5 miliardi di dollari in vendite d'arte nel 2016 (rapporto Tefaf).
- Il mercato dell'arte italiano è tra i meno dinamici a livello internazionale.
- L'elevata tassazione sulle opere d'arte è tra le più alte in Europa.
- L'IVA ridotta si applica ai libri ma non alle opere d'arte originali.
- Esistono agevolazioni fiscali per le opere tenute in casa ma non per quelle in caveau.
- I progetti di restauro subiscono ritardi burocratici di quasi 19 mesi.
- Il processo di 'notifica' riduce il valore di mercato e aumenta il mercato nero.
- La politica fiscale italiana tratta l'arte come un bene complementare.
Entità
Istituzioni
- MiBACT
- Tefaf
- Mondadori
- Feltrinelli
- Artribune
- Monti&Taft
Luoghi
- Italy
- Europa