Critici d'arte italiani dibattono sullo stato della scrittura d'arte: troppo teorica, troppo veloce, troppo superficiale
Una discussione di Artribune sulla critica d'arte italiana sottolinea la necessità di una scrittura chiara e accessibile sia per gli artisti che per il loro pubblico. Giorgio Di Domenico propone l'istituzione di un ruolo distinto per 'scrittori d'arte' professionisti in Italia, separato da curatori e accademici, per creare testi lucidi. Critica la prevalenza di comunicati stampa e saggi mal scritti, spesso pieni di errori e eccessivamente incentrati su teorie ristrette. Vincenzo Trione nota che il linguaggio teorico denso ha reso la critica autoreferenziale, riferendosi a un decennio dominato dalla 'teoria citazionista' con menzioni di figure come Mark Fisher e Timothy Morton. Di Rosa sostiene una critica 'lenta e di parte', mentre Zompa evidenzia il problema delle analisi superficiali. Di Domenico conclude che lo scrittore d'arte ideale dovrebbe fungere da ponte per il pubblico.
Fatti principali
- Giorgio Di Domenico chiede una figura professionalizzata di 'scrittore d'arte' in Italia.
- Vincenzo Trione critica l'ondata di teoria citazionista nella critica d'arte dell'ultimo decennio.
- Di Rosa sostiene una critica lenta e di parte, seguendo da vicino pochi artisti.
- Zompa nota che l'analisi superficiale prevale a causa di un sistema che favorisce la quantità sulla qualità.
- Il dibattito è stato pubblicato su Artribune e curato da Caterina Angelucci.
- Di Domenico afferma che lo scrittore d'arte ideale dovrebbe rendere facili le cose difficili con belle parole.
- Trione menziona ontologia orientata agli oggetti, realismo speculativo, accelerazionismo e postumanesimo come teorie alla moda.
- Di Domenico critica la scrittura sciatta in comunicati stampa, testi murali, saggi di catalogo e didascalie museali.
Entità
Artisti
- Giorgio Di Domenico
- Vincenzo Trione
- Di Rosa
- Zompa
- Caterina Angelucci
- Mark Fisher
- Timothy Morton
- Rosi Braidotti
Istituzioni
- Artribune
Luoghi
- Italy