Rapporto Italia Creativa 2017: Stessa Metodologia, Numeri Aggiornati
Il secondo rapporto Italia Creativa, commissionato dal Ministero della Cultura italiano e dalla SIAE a Ernst & Young, è stato pubblicato a gennaio 2017 alla Triennale di Milano. Il rapporto aggiorna i dati al 2015 ma utilizza la stessa metodologia dell'edizione 2016, con un solo cambiamento: TV e Cinema sono ora fusi in un unico settore audiovisivo. I critici di Artribune sottolineano che il rapporto si basa su una griglia di indicatori predefinita, limitandosi ad aggiornare i numeri senza miglioramenti metodologici. Il rapporto adotta il termine 'value gap' dallo studio della SIAE di Roland Berger (novembre 2015), definito come il beneficio economico derivante da contenuti culturali non riconosciuto ai loro produttori, attribuito a intermediari tecnici come Google e YouTube. Artribune mette in discussione l'approccio riduttivo di misurare l'impatto economico solo attraverso il valore economico e i numeri occupazionali, e la scelta arbitraria di rappresentare le economie indirette del settore artistico solo attraverso 'Vendita di attrezzature fotografiche' e 'Vendita di materiali per disegno'. Note positive includono statistiche di crescita e un box sui musei che usano Twitter. Il rapporto elogia anche la recente Legge sul Cinema e dedica due pagine alla pirateria, aggiungendosi a 15 pagine di prefazione. L'impressione è che la fusione di cinema e audiovisivo serva gli interessi del committente, nonostante le loro diverse catene produttive.
Fatti principali
- Secondo rapporto Italia Creativa commissionato dal Ministero della Cultura italiano e dalla SIAE a Ernst & Young.
- Presentato a gennaio 2017 alla Triennale di Milano.
- Dati aggiornati al 2015.
- Stessa metodologia del rapporto 2016; unico cambiamento è la fusione di TV e Cinema nel settore audiovisivo.
- Criticato per l'uso di una griglia di indicatori predefinita senza miglioramenti.
- Adotta la definizione di 'value gap' dal rapporto SIAE di Roland Berger (novembre 2015).
- Il value gap è definito come il beneficio economico derivante da contenuti culturali non riconosciuto ai produttori.
- Intermediari tecnici come Google e YouTube sono i principali beneficiari del value gap.
- L'impatto economico è misurato solo attraverso valore economico e numeri occupazionali.
- Le economie indirette del settore artistico sono rappresentate solo dalle vendite di attrezzature fotografiche e materiali per disegno.
- Il rapporto include un box sui musei che usano Twitter.
- Elogia la recente Legge sul Cinema.
- Due pagine sulla pirateria più 15 pagine di prefazione.
- La fusione di cinema e audiovisivo è messa in discussione come servente gli interessi del committente.
Entità
Istituzioni
- Italia Creativa
- Ernst & Young
- Ministero della Cultura
- SIAE
- Artribune
- Roland Berger
- Triennale di Milano
- YouTube
Luoghi
- Italy
- Milano
- Milano, Italy