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Invisible Pavilion porta la realtà aumentata alla Biennale di Venezia

digital · 2026-05-05

Nel 2011, l'Invisible Pavilion ha debuttato alla Biennale di Venezia, concentrandosi sulla realtà aumentata. Simona Lodi, che dirige il Share Festival di Torino, ha curato questa esperienza online unica, creata dal collettivo Le Liens Invisibles. I visitatori possono esplorare opere virtuali utilizzando l'app Layar per scansionare un codice QR, che poi mostra l'arte nei Giardini reali. La lista degli artisti include nomi come Artie Vierkant, Constant Dullaart e Jon Rafman, tra gli altri. Il sottotitolo del padiglione, "L'arte, amico mio, scorre nel vento", è un cenno a Bob Dylan, sottolineando la natura effimera dell'arte esposta.

Fatti principali

  • L'Invisible Pavilion è un progetto di realtà aumentata alla Biennale di Venezia.
  • È stato ideato da Simona Lodi, direttrice del Share Festival di Torino.
  • Il collettivo Le Liens Invisibles ha realizzato il progetto.
  • I visitatori usano l'app Layar e un codice QR per vedere le opere virtuali.
  • Le opere appaiono sovrapposte ai Giardini della Biennale.
  • Gli artisti partecipanti includono Artie Vierkant, Constant Dullaart e Jon Rafman.
  • Il sottotitolo fa riferimento ai testi di Bob Dylan.
  • Il progetto è stato lanciato nel 2011.

Entità

Artisti

  • Simona Lodi
  • Artie Vierkant
  • Constant Dullaart
  • CONT3XT.NET
  • IOCOSE
  • Jon Rafman
  • Les Liens Invisibles
  • Molleindustria
  • Parker Ito
  • REFF – RomaEuropa FakeFactory
  • Valentina Tanni

Istituzioni

  • Share Festival
  • Venice Biennale
  • Politecnico di Milano
  • NABA – Nuova Accademia di Belle Arti
  • Artribune

Luoghi

  • Venice
  • Italy
  • Turin
  • Giardini della Biennale

Fonti