L'Instituto Tomie Ohtake esamina l'impatto duraturo dell'AI-5 sull'arte brasiliana
La mostra "AI-5: Ainda não terminou de acabar" all'Instituto Tomie Ohtake indaga gli effetti profondi dell'Atto Istituzionale n. 5 sulla produzione artistica brasiliana. Curata da Paulo Miyada, l'esposizione archivistica e artistica spazia dal colpo di stato del 1964 al processo di apertura degli anni '80, presentando opere di circa 40 artisti. L'allestimento include documenti, testimonianze e opere d'arte raccolti durante un anno di ricerca intensiva, esaminando le risposte creative all'autoritarismo. Tra i punti salienti figurano "Che Guevara Vivo ou Morto" di Claudio Tozzi, distrutto da militanti di destra nel 1967 e successivamente ricostruito, e i disegni carcerari di Carlos Zílio raramente esposti dal 1996. Artisti come Cildo Meireles, Artur Barrio e Antonio Manuel adottarono strategie di guerriglia dopo il rafforzamento della censura nel 1968. La mostra presenta anche Paulo Bruscky, Anna Bella Geiger e Anna Maria Maiolino, che contribuirono con un progetto irrealizzato sui desaparecidos. Antonio Dias è rappresentato da un taccinedo inedito del 1968 e dall'opera "Cabeças". L'esposizione si conclude con riflessioni sugli sforzi di ricostruzione di Mario Pedrosa e Aracy Amaral, oltre a opere contemporanee di Paulo Nazareth e Matheus Rocha Pitta che affrontano il trauma persistente. Miyada descrive il progetto come un saggio sul rapporto tra forze creative e potere autoritario, concepito inizialmente come risposta di rete istituzionale alle minacce conservatrici contro la libertà artistica.
Fatti principali
- La mostra "AI-5: Ainda não terminou de acabar" all'Instituto Tomie Ohtake esamina l'impatto dell'Atto Istituzionale n. 5 del 1968 sull'arte.
- Curata da Paulo Miyada, presenta circa 40 artisti provenienti dalle arti visive, dalla musica e dal cinema.
- Si estende dal 1964 agli anni '80, organizzata in diversi nuclei temporali.
- Include "Che Guevara Vivo ou Morto" di Claudio Tozzi, distrutto nel 1967 e ricostruito.
- Presenta i disegni carcerari di Carlos Zílio del 1996 raramente esposti.
- Artisti come Cildo Meireles adottarono strategie di guerriglia dopo la censura del 1968.
- Espone opere di Paulo Bruscky, Anna Bella Geiger e Anna Maria Maiolino.
- Si conclude con opere contemporanee di Paulo Nazareth e Matheus Rocha Pitta.
Entità
Artisti
- Paulo Miyada
- Claudio Tozzi
- Carlos Zílio
- Cildo Meireles
- Artur Barrio
- Antonio Manuel
- Paulo Bruscky
- Anna Bella Geiger
- Anna Maria Maiolino
- Wlademir Dias Pino
- Antonio Dias
- Mario Pedrosa
- Aracy Amaral
- Paulo Nazareth
- Matheus Rocha Pitta
- Bruno Dunley
- Rafael Braga
Istituzioni
- Instituto Tomie Ohtake
Luoghi
- Brazil
- São Paulo
- Paris
- France