Mostra collettiva Inscape alla Kraupa-Tuskany Zeidler, Berlino
La mostra collettiva 'Inscape' è attualmente in esposizione alla Kraupa-Tuskany Zeidler di Berlino, curata da Emanuela Anders, Sigrid Hermann, Luzie Naters e Isabelle Thul. Questa rassegna presenta sia talenti affermati che emergenti, approfondendo il concetto di 'inscape'—una nozione introdotta da Gerard Manley Hopkins e Roberto Matta—che si concentra su complessi paesaggi interiori influenzati da dinamiche di genere e potere. Tra gli artisti partecipanti figurano Josephine Rothäuser (n. 2001, Berlino) con le sue opere tessili 'o.T.' (2025) e 'Die Hand' (2026); Aline Schwibbe (n. 1988, Berlino) con fotografie stratificate; e Kea Bolenz (n. 1998, Berlino) con opere a grafite, tra gli altri.
Fatti principali
- La Kraupa-Tuskany Zeidler di Berlino presenta 'Inscape', una mostra collettiva curata dal team della galleria.
- La mostra esplora il concetto di 'inscape', derivato da Gerard Manley Hopkins e Duns Scoto, e successivamente utilizzato da Roberto Matta.
- Le opere trattano l'interiorità come territorio, con lo spazio concepito come prodotto di storie che si intersecano, modellate da genere e potere.
- Gli artisti includono Josephine Rothäuser, Aline Schwibbe, Kea Bolenz, Caroline Douville, Ant Łakomsk, Gala Lillian Glotzbach, Antonia Nannt e Klaudia Schifferle.
- Le opere tessili di Josephine Rothäuser 'o.T.' (2025) e 'Die Hand' (2026) emergono da cicli di distruzione e ricostruzione.
- Le opere di Aline Schwibbe includono 'Weathers' (2025) e 'Brutal Darling' (2025), che sovrappongono fotografie su velluto.
- Le opere a grafite di Kea Bolenz 'Der Mitschnacker ist die Nächstenliebe' (2025) e 'Heterosexuality 2' (2026) raffigurano corpi densi e brulicanti.
- Le opere di Caroline Douville 'Haiti December 24th 1945' (2023) e 'Preparing the poison' (2025) fanno riferimento alle tradizioni voodoo.
- Il dipinto di Ant Łakomsk 'Bela' (2026) sovverte un autoritratto di Béla Czene.
- Le opere di Gala Lillian Glotzbach 'good girl gone silent' (2025) e 'Let me rest' (2026) riflettono su storie coloniali e alienazione.
- Le sculture di Antonia Nannt fondono tavoli con gonne, facendo riferimento a Maria Antonietta.
- I collage fotografici di Klaudia Schifferle 'MetalGirls I' e 'MetalGirls II' frammentano il corpo femminile in forme ibride.
- La mostra è curata da Emanuela Anders, Sigrid Hermann, Luzie Naters e Isabelle Thul.
Entità
Artisti
- Josephine Rothäuser
- Aline Schwibbe
- Kea Bolenz
- Caroline Douville
- Ant Łakomsk
- Gala Lillian Glotzbach
- Antonia Nannt
- Klaudia Schifferle
- Gerard Manley Hopkins
- Duns Scotus
- Roberto Matta
- Béla Czene
- Marie Antoinette
Istituzioni
- Kraupa-Tuskany Zeidler
- Daily Mail
Luoghi
- Berlin
- Germany
- Montreal
- Canada
- Warsaw
- Poland
- Zurich
- Switzerland
- Haiti