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Mostra collettiva Inscape alla Kraupa-Tuskany Zeidler, Berlino

exhibition · 2026-07-31

La mostra collettiva 'Inscape' è attualmente in esposizione alla Kraupa-Tuskany Zeidler di Berlino, curata da Emanuela Anders, Sigrid Hermann, Luzie Naters e Isabelle Thul. Questa rassegna presenta sia talenti affermati che emergenti, approfondendo il concetto di 'inscape'—una nozione introdotta da Gerard Manley Hopkins e Roberto Matta—che si concentra su complessi paesaggi interiori influenzati da dinamiche di genere e potere. Tra gli artisti partecipanti figurano Josephine Rothäuser (n. 2001, Berlino) con le sue opere tessili 'o.T.' (2025) e 'Die Hand' (2026); Aline Schwibbe (n. 1988, Berlino) con fotografie stratificate; e Kea Bolenz (n. 1998, Berlino) con opere a grafite, tra gli altri.

Fatti principali

  • La Kraupa-Tuskany Zeidler di Berlino presenta 'Inscape', una mostra collettiva curata dal team della galleria.
  • La mostra esplora il concetto di 'inscape', derivato da Gerard Manley Hopkins e Duns Scoto, e successivamente utilizzato da Roberto Matta.
  • Le opere trattano l'interiorità come territorio, con lo spazio concepito come prodotto di storie che si intersecano, modellate da genere e potere.
  • Gli artisti includono Josephine Rothäuser, Aline Schwibbe, Kea Bolenz, Caroline Douville, Ant Łakomsk, Gala Lillian Glotzbach, Antonia Nannt e Klaudia Schifferle.
  • Le opere tessili di Josephine Rothäuser 'o.T.' (2025) e 'Die Hand' (2026) emergono da cicli di distruzione e ricostruzione.
  • Le opere di Aline Schwibbe includono 'Weathers' (2025) e 'Brutal Darling' (2025), che sovrappongono fotografie su velluto.
  • Le opere a grafite di Kea Bolenz 'Der Mitschnacker ist die Nächstenliebe' (2025) e 'Heterosexuality 2' (2026) raffigurano corpi densi e brulicanti.
  • Le opere di Caroline Douville 'Haiti December 24th 1945' (2023) e 'Preparing the poison' (2025) fanno riferimento alle tradizioni voodoo.
  • Il dipinto di Ant Łakomsk 'Bela' (2026) sovverte un autoritratto di Béla Czene.
  • Le opere di Gala Lillian Glotzbach 'good girl gone silent' (2025) e 'Let me rest' (2026) riflettono su storie coloniali e alienazione.
  • Le sculture di Antonia Nannt fondono tavoli con gonne, facendo riferimento a Maria Antonietta.
  • I collage fotografici di Klaudia Schifferle 'MetalGirls I' e 'MetalGirls II' frammentano il corpo femminile in forme ibride.
  • La mostra è curata da Emanuela Anders, Sigrid Hermann, Luzie Naters e Isabelle Thul.

Entità

Artisti

  • Josephine Rothäuser
  • Aline Schwibbe
  • Kea Bolenz
  • Caroline Douville
  • Ant Łakomsk
  • Gala Lillian Glotzbach
  • Antonia Nannt
  • Klaudia Schifferle
  • Gerard Manley Hopkins
  • Duns Scotus
  • Roberto Matta
  • Béla Czene
  • Marie Antoinette

Istituzioni

  • Kraupa-Tuskany Zeidler
  • Daily Mail

Luoghi

  • Berlin
  • Germany
  • Montreal
  • Canada
  • Warsaw
  • Poland
  • Zurich
  • Switzerland
  • Haiti

Fonti