Arte indigena e attivismo si fondono nella piattaforma digitale 'Um outro céu'
Una piattaforma digitale interattiva intitolata 'Um outro céu' fonde arte, ecologia politica e antropologia per mettere in luce le lotte indigene in Brasile. Il progetto si concentra su una mappa della regione Nordest, creata dall'artista e designer Denilson Baniwa, che utilizza simboli grafici indigeni per individuare specifici conflitti territoriali come deforestazione e sfruttamento delle risorse. Accanto a questi indicatori di conflitto, fotografie collegano a opere d'arte di quindici artisti indigeni invitati, tra cui Arissana Pataxó, Glicéria Tupinambá e Ailton Krenak, ciascuno dei quali ha ricevuto un premio di 2.000 reais. L'iniziativa è nata da una rete di ricerca accademica internazionale, 'Sustainable' Development and Atmospheres of Violence, coordinata da Felipe Milanez e Mary Menton e finanziata dalla British Academy. Successivamente si è ampliata per includere un piano di ricerca d'emergenza sugli impatti del COVID-19, che i coordinatori del progetto Jurema Machado, Felipe Tuxá e Felipe Milanez descrivono come rivelatore di un contesto di genocidio. Tutte le borse di studio per le componenti accademiche del progetto sono assegnate a studenti indigeni, una scelta metodologica per centralizzare la conoscenza indigena. La piattaforma collega esplicitamente l'espressione artistica alle dispute territoriali e alla resistenza in corso, sostenendo che i territori indigeni sono intrinsecamente luoghi di lotta anticoloniale e di creazione di mondi.
Fatti principali
- Il progetto 'Um outro céu' combina arte, ecologia politica e antropologia per concentrarsi sulle lotte indigene brasiliane.
- Una mappa interattiva di Denilson Baniwa utilizza grafiche indigene per localizzare conflitti come la deforestazione nel Nordest del Brasile.
- Quindici artisti indigeni, tra cui Arissana Pataxó e Ailton Krenak, sono stati incaricati, ciascuno ricevendo 2.000 reais.
- Il progetto è nato dalla ricerca accademica 'Sustainable' Development and Atmospheres of Violence, finanziata dalla British Academy.
- I coordinatori includono i professori Jurema Machado, Felipe Tuxá e Felipe Milanez.
- Il progetto si è ampliato per studiare l'impatto del COVID-19, che i coordinatori inquadrano in un contesto di genocidio contro i popoli indigeni.
- Tutti i ricercatori studenti del progetto sono indigeni, una scelta metodologica deliberata.
- La piattaforma collega direttamente le opere d'arte ai conflitti territoriali, affermando che l'arte indigena non può essere separata dalla lotta politica.
Entità
Artisti
- Denilson Baniwa
- Glicéria Tupinambá
- Jurema Machado
- Felipe Tuxá
- Felipe Milanez
- Mary Menton
- Arissana Pataxó
- Eduarda Yacunã Tuxá
- Olinda Yawar Tupinambá
- Edivan Fulni-ô
- Leide Pankararu
- Lindaura Xukuru-Kariri
- Ziel Karapotó
- Benício Pitaguary
- Reginaldo Kanindé
- Arawi Suruí
- Irekran Kayapó
- Kryt Gavião Akrãtikatejê
- Isael Maxakali
- Ailton Krenak
- Daniela Jenipapo-Kanindé
- Raquel Jenipapo-Kanindé
Istituzioni
- Universidade Federal da Bahia (UFBA)
- Universidade Federal do Recôncavo da Bahia (UFRB)
- Universidade do Estado da Bahia (Uneb)
- Universidade de Sussex
- British Academy
- Apoinme
- Museu Indígena Jenipapo-Kanindé
- Coletivo de Estudantes Indígenas
Luoghi
- Brazil
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- Espírito Santo
- Minas Gerais
- Pará
- Grã-Bretanha
- United Kingdom
- Sussex