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Arte indigena e attivismo si fondono nella piattaforma digitale 'Um outro céu'

digital · 2026-04-23

Una piattaforma digitale interattiva intitolata 'Um outro céu' fonde arte, ecologia politica e antropologia per mettere in luce le lotte indigene in Brasile. Il progetto si concentra su una mappa della regione Nordest, creata dall'artista e designer Denilson Baniwa, che utilizza simboli grafici indigeni per individuare specifici conflitti territoriali come deforestazione e sfruttamento delle risorse. Accanto a questi indicatori di conflitto, fotografie collegano a opere d'arte di quindici artisti indigeni invitati, tra cui Arissana Pataxó, Glicéria Tupinambá e Ailton Krenak, ciascuno dei quali ha ricevuto un premio di 2.000 reais. L'iniziativa è nata da una rete di ricerca accademica internazionale, 'Sustainable' Development and Atmospheres of Violence, coordinata da Felipe Milanez e Mary Menton e finanziata dalla British Academy. Successivamente si è ampliata per includere un piano di ricerca d'emergenza sugli impatti del COVID-19, che i coordinatori del progetto Jurema Machado, Felipe Tuxá e Felipe Milanez descrivono come rivelatore di un contesto di genocidio. Tutte le borse di studio per le componenti accademiche del progetto sono assegnate a studenti indigeni, una scelta metodologica per centralizzare la conoscenza indigena. La piattaforma collega esplicitamente l'espressione artistica alle dispute territoriali e alla resistenza in corso, sostenendo che i territori indigeni sono intrinsecamente luoghi di lotta anticoloniale e di creazione di mondi.

Fatti principali

  • Il progetto 'Um outro céu' combina arte, ecologia politica e antropologia per concentrarsi sulle lotte indigene brasiliane.
  • Una mappa interattiva di Denilson Baniwa utilizza grafiche indigene per localizzare conflitti come la deforestazione nel Nordest del Brasile.
  • Quindici artisti indigeni, tra cui Arissana Pataxó e Ailton Krenak, sono stati incaricati, ciascuno ricevendo 2.000 reais.
  • Il progetto è nato dalla ricerca accademica 'Sustainable' Development and Atmospheres of Violence, finanziata dalla British Academy.
  • I coordinatori includono i professori Jurema Machado, Felipe Tuxá e Felipe Milanez.
  • Il progetto si è ampliato per studiare l'impatto del COVID-19, che i coordinatori inquadrano in un contesto di genocidio contro i popoli indigeni.
  • Tutti i ricercatori studenti del progetto sono indigeni, una scelta metodologica deliberata.
  • La piattaforma collega direttamente le opere d'arte ai conflitti territoriali, affermando che l'arte indigena non può essere separata dalla lotta politica.

Entità

Artisti

  • Denilson Baniwa
  • Glicéria Tupinambá
  • Jurema Machado
  • Felipe Tuxá
  • Felipe Milanez
  • Mary Menton
  • Arissana Pataxó
  • Eduarda Yacunã Tuxá
  • Olinda Yawar Tupinambá
  • Edivan Fulni-ô
  • Leide Pankararu
  • Lindaura Xukuru-Kariri
  • Ziel Karapotó
  • Benício Pitaguary
  • Reginaldo Kanindé
  • Arawi Suruí
  • Irekran Kayapó
  • Kryt Gavião Akrãtikatejê
  • Isael Maxakali
  • Ailton Krenak
  • Daniela Jenipapo-Kanindé
  • Raquel Jenipapo-Kanindé

Istituzioni

  • Universidade Federal da Bahia (UFBA)
  • Universidade Federal do Recôncavo da Bahia (UFRB)
  • Universidade do Estado da Bahia (Uneb)
  • Universidade de Sussex
  • British Academy
  • Apoinme
  • Museu Indígena Jenipapo-Kanindé
  • Coletivo de Estudantes Indígenas

Luoghi

  • Brazil
  • Northeast Brazil
  • Bahia
  • Espírito Santo
  • Minas Gerais
  • Pará
  • Grã-Bretanha
  • United Kingdom
  • Sussex

Fonti