Ilona Sagar con 'Haptic Skins of a Glass Eye' Esplora Tecnologia e Corpo Attraverso Video, Scultura e Performance
La mostra di Ilona Sagar, 'Haptic Skins of a Glass Eye', approfondisce l'interazione tra corpi moderni e tecnologia. Al centro dell'esposizione c'è un video del 2015 che presenta primi piani di corpi, occhi e vetro, accompagnati da una voce fuori campo frammentata che suggerisce una conversazione tra utenti e i loro strumenti. L'opera si ispira al 'delirio del vetro', una condizione storica dal XV al XVII secolo in cui le persone temevano di essere fatte di vetro, coincidente con l'ascesa della perfezione del vetro Cristallo. In questo contesto, il vetro funge da mezzo di visione, mentre l'architettura modernista lo utilizzava per la sua trasparenza. La rappresentazione di Sagar presenta il vetro come distorto e flessibile. L'installazione include anche sculture di Jochen Holz, una scansione cartacea di parti del corpo e attori che rievocano interviste registrate. Un'esclusiva online è stata pubblicata il 3 dicembre 2015.
Fatti principali
- La mostra di Ilona Sagar 'Haptic Skins of a Glass Eye' esplora la relazione tra corpo e tecnologia
- L'esposizione include un video del 2015 con primi piani intrusivi di corpi, occhi, soffiatura del vetro e schermi
- Il concetto fa riferimento al 'delirio del vetro', un disturbo psichico dell'Europa del XV-XVII secolo
- Il maestro vetraio Jochen Holz ha creato sculture per l'installazione
- L'installazione presenta sculture in vetro, una scansione di parti del corpo e un'opera murale in vinile con testo frammentato
- Un elemento performativo coinvolge attori che ripetono interviste tra Sagar, psichiatri e neuroscienziati
- La mostra mette in discussione la trasparenza delle esperienze mediate attraverso video, scultura e performance
- Un'esclusiva online è stata pubblicata il 3 dicembre 2015
Entità
Artisti
- Ilona Sagar
- Jochen Holz
- Janet Leigh
Istituzioni
- ArtReview
- Tenderpixel
Luoghi
- Europe