Ibrahim Mahama in cima alla lista Power 100 2025 di ArtReview, discute di architettura postcoloniale e progetti biennali
L'artista ghanese Ibrahim Mahama si è classificato primo nella lista Power 100 2025 di ArtReview. Crea installazioni su larga scala utilizzando materiali come sacchi di iuta, traversine ferroviarie dell'epoca coloniale e altri residui industriali che fanno riferimento alla storia coloniale del Ghana e alle condizioni di lavoro. Il lavoro di Mahama esplora temi come l'architettura postcoloniale, il lavoro e la circolazione delle merci. Si sta preparando per le prossime presentazioni sia alla Kochi Muziris Biennale in India che alla Biennale di Venezia in Italia. L'artista opera dal suo studio a Tamale, in Ghana, dove impiega numerosi artigiani e collaboratori locali. Mahama vede il potere non come visibilità ma come capacità di costruire strutture fisiche e sociali. La sua pratica consiste nel trasformare materiali scartati in opere d'arte monumentali che criticano i sistemi economici globali. Il riconoscimento nella lista Power 100 sottolinea la sua significativa influenza nell'arte contemporanea.
Fatti principali
- Ibrahim Mahama si è classificato al primo posto nella lista Power 100 2025 di ArtReview
- Mahama utilizza detriti coloniali come sacchi di iuta e traversine ferroviarie nella sua arte
- Si sta preparando per la Kochi Muziris Biennale
- Si sta preparando per la Biennale di Venezia
- Il suo studio ha sede a Tamale, in Ghana
- Impiega molti artigiani locali nella sua pratica
- Mahama definisce il potere come costruzione di strutture piuttosto che ricerca di visibilità
- Il suo lavoro affronta l'architettura postcoloniale e le condizioni di lavoro
Entità
Artisti
- Ibrahim Mahama
Istituzioni
- ArtReview
- Kochi Muziris Biennale
- Venice Biennale
Luoghi
- Ghana
- Tamale
- India
- Kochi
- Italy
- Venice