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La mostra fiorentina di Ian Kiaer esplora la prossimità attraverso plexiglas e Beckett

exhibition · 2026-05-04

Ian Kiaer (Londra, 1971) presenta a Firenze una mostra in due parti che intreccia lastre di plexiglas, il testo di Samuel Beckett e riferimenti architettonici sotto il tema della prossimità. L'installazione rarefatta ed eterea presenta un modello architettonico in scala ispirato agli edifici industriali di de Bretteville, abbinato a cellophane giallo che avvolge un registratore che riproduce il racconto claustrofobico di Beckett 'Ping'. Nella seconda sala, pannelli di plexiglas provenienti da ex siti industriali racchiudono frasi dipinte tratte dallo stesso racconto. Kiaer immagina uno spazio bianco ideale, un 'museo' in cui lo spettatore quasi si dissolve sotto sguardi esterni, creando una vicinanza senza soluzione di continuità.

Fatti principali

  • Ian Kiaer è nato a Londra nel 1971.
  • La mostra è divisa in due momenti.
  • L'installazione include un modello architettonico in scala ispirato agli edifici industriali di de Bretteville.
  • Un cellophane giallo avvolge un registratore con le parole di Beckett da 'Ping'.
  • Lastre di plexiglas provenienti da ex edifici industriali racchiudono frasi dipinte da 'Ping'.
  • La mostra esplora il concetto di prossimità.
  • La mostra si tiene a Firenze.
  • L'installazione è descritta come diffusa ed eterea.

Entità

Artisti

  • Ian Kiaer
  • Samuel Beckett
  • de Bretteville

Luoghi

  • Florence
  • Italy
  • London
  • United Kingdom

Fonti