Mostra HOPE al Museion di Bolzano esplora i detriti spaziali e l'afrofuturismo
Il Museion di Bolzano presenta HOPE, l'ultimo capitolo della trilogia 'Techno Humanities' curata dal direttore Bart van der Heide. La mostra reimmagina il museo come un hub per immaginare il presente e il futuro. Il quarto piano, soprannominato 'Osservatorio', presenta opere come l'installazione 'Space Junk' di Sonia Leimer che affronta i detriti spaziali, le sagome indossabili 'Sun & Moon Giant Pénétrables' di Nicola L., e il video a cinque canali 'Electromagnetic Brainology' di LuYang. Michael Fliri presenta una riproduzione radiografica del suo corpo in vetro. Il secondo piano è dedicato all'afrofuturismo, in onore di Drexciya—una mitica civiltà sottomarina nata da donne schiave incinte gettate in mare durante la tratta atlantica degli schiavi—che ha ispirato la techno di Detroit. Opere di Abu Qadim Haqq e del co-curatore De Forrest Brown Jr. esplorano questo tema. L'installazione nell'ascensore 'AUI OI' di Ulrike Bernard e Caroline Profanter, originariamente creata per la funivia del Renon e vincitrice di un concorso del 2013 indetto da Museion, Festival Transart e Südtiroler Künstlerbund, trasporta i visitatori in un futuro potenziale. La mostra presenta anche Black Quantum Futurism, un collettivo di Filadelfia che ricodifica i simboli coloniali. 'Hearts Mission' di Maggie Lee trasfigura New York in uno stato di grazia. Tutte le opere mostrano un ottimismo cinico nel rappresentare l'interpenetrazione tra reale e virtuale, dove gli interlocutori dialogano distrattamente di cambiamento climatico e inquinamento.
Fatti principali
- HOPE è l'ultima mostra della trilogia 'Techno Humanities' al Museion di Bolzano.
- La mostra è curata dal direttore Bart van der Heide.
- 'Space Junk' di Sonia Leimer affronta i detriti spaziali.
- 'Sun & Moon Giant Pénétrables' di Nicola L. sono sagome indossabili.
- 'Electromagnetic Brainology' di LuYang è un'installazione video a cinque canali.
- Michael Fliri presenta una riproduzione radiografica del suo corpo in vetro.
- Il secondo piano è dedicato all'afrofuturismo e a Drexciya.
- Abu Qadim Haqq e De Forrest Brown Jr. sono artisti presenti in mostra.
- 'AUI OI' di Ulrike Bernard e Caroline Profanter era originariamente per la funivia del Renon.
- L'installazione nell'ascensore ha vinto un concorso del 2013 indetto da Museion, Festival Transart e Südtiroler Künstlerbund.
- Black Quantum Futurism è un collettivo di Filadelfia.
- 'Hearts Mission' di Maggie Lee trasfigura New York.
- La mostra esplora i temi del cambiamento climatico e dell'inquinamento.
Entità
Artisti
- Bart van der Heide
- Sonia Leimer
- Nicola L.
- LuYang
- Michael Fliri
- Abu Qadim Haqq
- De Forrest Brown Jr.
- Ulrike Bernard
- Caroline Profanter
- Maggie Lee
Istituzioni
- Museion Bolzano
- Festival Transart
- Südtiroler Künstlerbund
- Black Quantum Futurism
Luoghi
- Bolzano
- Italy
- Philadelphia
- United States
- Detroit
- New York