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Il 'Duty Free Art' di Hito Steyerl critica il ruolo dell'arte nelle crisi globali e nel capitalismo digitale

publication · 2026-04-20

Nella sua opera del 2017, 'Duty Free Art: Art in the Age of Planetary Civil War', Hito Steyerl esplora le intersezioni dell'arte con la sorveglianza, i sistemi finanziari e il controllo tecnologico. Ritrae un mondo interconnesso che affronta disordini civili e l'avanzata dell'intelligenza artificiale, sostenendo che l'arte agisce spesso come giullare del neoliberismo. Steyerl critica le conseguenze della crisi finanziaria del 2008 e il dominio del Web 2.0, sfumando i confini tra immagini e realtà. Attraverso saggi come 'Is the Internet Dead?' e 'Proxy Politics', esamina l'impatto degli algoritmi sull'identità, fondendo esseri umani e macchine. I critici evidenziano la sua inclinazione a sminuire l'agire umano, sollevando preoccupazioni sulla passività verso il capitale e la tecnologia. Il libro sfida la mercificazione dell'arte e ha plasmato le discussioni sulla politica post-Internet, esponendo le debolezze del pensiero a compartimenti stagni.

Fatti principali

  • Hito Steyerl ha pubblicato 'Duty Free Art: Art in the Age of Planetary Civil War' nel 2017
  • Il libro include saggi e conferenze pubbliche che criticano il ruolo dell'arte nella sorveglianza globale e nella finanziarizzazione
  • Steyerl fa riferimento ai suoi precedenti film 'November' (2004) e 'Lovely Andrea' (2007)
  • Analizza gli esperimenti di apprendimento automatico dell'IA di Google e la produzione di immagini algoritmiche
  • Saggi come 'Is the Internet Dead?' e 'Proxy Politics' esplorano le interazioni umano-algoritmo
  • Steyerl utilizza il testo del 1940 di Walter Benjamin sull'Angelo della Storia nelle sue argomentazioni
  • Il libro discute fiere d'arte, megamusei globali e depositi d'arte freeport come strumenti di finanziarizzazione
  • I critici notano la denigrazione dell'agire umano da parte di Steyerl e la mancanza di proposte orientate al futuro

Entità

Artisti

  • Hito Steyerl
  • Walter Benjamin

Istituzioni

  • Google
  • ArtReview

Fonti