La pratica multidisciplinare di Hélène Agofroy esplorata su Artpress
Artpress ha pubblicato un articolo che esamina il lavoro di Hélène Agofroy tra scultura, pittura, installazione, video e fotografia. Nonostante i diversi media, la sua pratica collega costantemente oggetti concreti e spazio reale con regni immaginari della rappresentazione. Christophe Domino analizza le sue serie del 1992 'Jambes' e 'Nez', notando un passaggio da riferimenti culturali e storici espliciti (come in 'Sinopia') verso campi referenziali più disparati e discreti. Domino discute anche il suo approccio all'affrontare il muro, le lezioni di Italo Calvino e la soavità della trasparenza.
Fatti principali
- Hélène Agofroy lavora con scultura, pittura, installazione, video e fotografia.
- Il suo lavoro articola oggetti concreti e spazio reale con modalità immaginarie di rappresentazione.
- Christophe Domino analizza le sue serie del 1992 'Jambes' e 'Nez'.
- I suoi lavori precedenti come 'Sinopia' erano fortemente riferiti culturalmente e storicamente.
- I riferimenti recenti sono diventati più disparati e discreti.
- Domino discute la dispersione dei riferimenti, l'affrontare il muro, le lezioni di Calvino e la trasparenza.
- L'articolo è stato pubblicato su Artpress il 1° gennaio 1993.
- L'articolo è intitolato 'Hélène Agofroy l'emblème et la profondeur'.
Entità
Artisti
- Hélène Agofroy
- Christophe Domino
- Italo Calvino
Istituzioni
- Artpress
Fonti
- artpress —